San Leo (RN) - Maggio 2015

San Leo (RN) - Maggio 2015

lunedì 20 agosto 2012

MareMoto



Tranquilli non mi riferisco ad un evento sismico al largo della costa ravennate, solo il WE appena passato con gli amici Paolo e Giovanna che stavolta, assieme alla terzogenita Chiara, ci danno ospitalità nella loro casa al mare in quel di Marina Romea.
L’invito ricevuto non poteva di certo rimanere insoddisfatto ed allora venerdì 17 (si dice che porta sfortuna) nel tardo mattino il trasferimento; risaliamo la caldissima valle del Tevere lungo la E45; la sosta al monte Fumaiolo è tappa d’obbligo per sfuggire al sole rovente che caratterizza questa estate italiana.
Visita alla sorgente del biondo Tevere, gustosa pausa rinfrescante all’ombra del fitto bosco e planiamo nella torrida calura pomeridiana del cesenate sino ad arrivare a destinazione.
Sorprendiamo i padroni di casa, sdraiati nel giardino di casa, in un momento di relax e stavolta contrariamente al solito il Paolo non fa in tempo a fotografare il ns. arrivo.
Serata di chiacchiere ed ottima cena e non potrebbe essere altrimenti con la padrona di casa; consueto parlottare di moto e programmi futuri e per finire cambio di programma del giorno successivo: non più il giro sul delta del Po’, troppo caldo;  ripieghiamo su una più salutare girata su per il passi dell’Appennino.
Le signore avevano già deciso che non sarebbero venute con noi, profittavano del tempo per 4 passi in spiaggia ed una uscita in bici sulla pineta.
Presto di mattino, dopo la gustosa colazione, ci mettiamo sulla strada: Faenza, Modigliana e Tredozio; all’improvviso viene in mente una veloce visita a Ginoe su al suo Vulcanetto che è sempre un bel posto da visitare.
Salutato l’amico Ginoe torniamo dietro in paese a Tredozio ed ecco l’altra pensata: viriamo a sinistra per la sterrata del Monte Tramazzo ovvero la Strada Provinciale 86 che sale dietro l’Agriturismo Casa Ponte, già teatro di altre piacevoli soste ristoro.
La strada polverosa, non potrebbe essere diversamente vista la siccità di questa stagione estiva, è piacevole e non presenta particolari difficoltà nei sui circa 13 Km. di sviluppo; ci fermiamo per delle riprese alternate ed ovviamente ci divertiamo come ragazzini.
In cima al valico sulla sinistra una strada non percorribile dai mezzi a motore mi attira ma la segnaletica mi obbliga la discesa verso l’altra Provinciale, la n. 55 che ci porta a San Benedetto in Alpe.
Attacchiamo quindi il Muraglione, poche le moto e tanto il gusto di belle curve in sequenza; Paolo dietro sembra voglia allenarsi al corso di guida che a breve lo vedrà protagonista; alle volte gli occhi vanno verso lo specchietto per vederne le “evoluzioni”.
Sosta ristoro da Giovannino su in cima al passo, qualche foto, qualche impressione e qualche opinione sulle moto lì ferme, molte degli aitanti smanettoni  che, seduti con le tute di pelle semicalzate, bevono per rinfrescarsi: il gran caldo inizia infatti la sua comparsa.
Riprendiamo il ns. tragitto diretti verso la Calla e quindi dopo poca strada a scendere verso Firenze sulla SS 67 svoltiamo a sinistra per il valico 3 Faggi ovvero, per la Strada Statale dei Rabbi.
Arriviamo al bivio per Fiumicello e Corniolo, un tempo strada sterrata ora invece depolverizzata; parecchia la gente che si accaparra i tavoli sparsi all’interno del bosco; oggi è pic-nic collettivo !!!
Arrivati a Corniolo saliamo sino all’Alpen Bar dove, vista l’ora, ci gustiamo una buona piada con prosciutto.
Anche qua sosta al fresco dell’ombra della Foresta Casentinese e mentre parliamo  ecco un’altra bella idea: un veloce rientro per andare a trovare le signore al mare e quindi farci un bel bagno.
Santa Sofia, Meldola, Forlì e Ravenna, dove profittiamo dello sconto carburante dell’ENI, scorrono lungo la strada del ns. rientro a Marina Romea; ben presto siamo in spiaggia per immergerci nel caldo mare: qualche tuffo, qualche bracciata e soprattutto parecchie risate accompagnano il nostro bagno; rimaniamo sempre vicini, come gli inseparabili bambini e/o ragazzini; un pò cresciuti e soprattutto ormai senza più capelli.
Stiamo a mollo parecchio ma non ci perdiamo il magnifico tramonto sulla laguna posta sul retro di Marina Romea, son solo 2 passi dalla casa di Paolo e lo spettacolo è  a dir poco sublime.
Serata da gran signori; pesce per cena e girata notturna finale per le bancarelle del mercatino ma la stanchezza ha il sopravvento e ben presto rientriamo per una dormita ristoratrice.
Risveglio mattutino con passeggiata sul bagnasciuga che anticipa una colazione dall’ora tardiva ma non per questo meno importante del solito; del resto con Giovanna il cibo è una garanzia sia per qualità che per quantità.
E non poteva essere da meno il pranzo di pesce della domenica, roba da gran signori anzi da grandi DF: spaghetti alle vongole, grigliata con sarago, coda di rospo e spiedini di gamberetti … insomma un pranzo coi baffi che ci regalano i ns. amici; pensavo di esser invitato ad una festa … o forse era una festa !!!
Rientriamo nelle ore più calde del pomeriggio, a casa abbiamo impegni non rinviabili, l’aria è calda e arrivano folate di vento che sembra ardere sulle guancie ben esposte dal casco modulare aperto ma … è lo stesso calore della gratitudine che serbiamo per i cari amici che ci hanno ospitato …
Un WE bellissimo, tremendamente magnifico, proprio un travolgente MareMoto !

Fotogallery                                                           Itinerario  


giovedì 9 agosto 2012

Camaldoli, Pratomagno e Vallombrosa


Quale migliore destinazione per il classico "Camaldoli Agostano", girello ideato da Paolo a zonzo per il Casentino, stavolta poi leggermente in anticipo rispetto al solito ferragosto, se non il fresco delle foreste e delle alture ?



San Piero in Bagno è ormai il fisso luogo di appuntamento; mattino presto per scongiurare temperature africane che in questa estate rovente hanno imprigionato l’italico suolo in una morsa opprimente; stavolta poi andiamo non per il solito percorso (Passo della Calla) ma …
... sfiliamo il Passo Mandrioli ed in successione il Fangacci per essere presto all’Eremo; sosta veloce ed il pensiero corre agli anni precedenti con momenti che tornano in mente.

Un tuffo nella valle del casentino sino a Ponte a Poppi dove attacchiamo il Pratomagno via Quota, splendido borgho montano.
La sterrata è facile, larga ed abbastanza comoda; ogni tanto qualche tratto con ciottoli più smossi costringe a qualche zig zag ma l’andatura turistica consente una salita agevole con Scottona che, in lontananza a scongiurare la polvere sollevata dall’aitante Amelia, compare sempre negli specchietti.



Al bivio per la croce di Pratomagno o Secchieta il grazioso chalet-ristorante "Da Giocondo" ci accoglie per un buon caffè e dei dolcetti che, la sempre sapiente, Giovanna ci offre per la gioia del ns. palato.
Profitto di un colpo di fortuna che mi regala 2 cinghiali in bella mostra:


Quello grigio nero leggermente più attempato, di un puzzo !!! 


Riprendiamo il ns. percorso sul crinale del Pratomagno senza curarci della croce sino a Montemignaio dove, poco dopo 3 grosse pale eoliche ed un centro destinato a ripetitori di frequenze radio-televisive, finisce la sterrata.


Parco Eolico di Montemignaio

Cima Ovest del Pratomagno

Alla ns. destra è scorso tutto il Casentino con la sue foreste in bella evidenza; a sinistra invece il Valdarno.




E’ arrivata l’ora di pensare al pranzo e cosa meglio della schiacciata della Consuma con prosciutto crudo casentinese, anticipata dalla schiacciatina alla cipolla ?
Forse il modo di gustarla e difatti non sostiamo al parcheggio dello chalet sul passo ma scendiamo all’interno della foresta  di Vallombrosa dove, seduti ad un tavolo al fresco dell’ombra della fitta vegetazione, consumiamo il prelibato pasto. 

Un clima da far invidia e ci tratteniamo a lungo con il solo intermezzo di una fugace visita al Santuario dell’omonima località.


Santuario di Vallombrosa


Il caldo però ci riporta ben presto al tavolo prima abbandonato per una ulteriore sosta condita da racconti, prossimi appuntamenti, aspettative e speranze.
Gran bella cosa poter stare con persone Amiche.

"Oscar basta fotografarmi" (Giovanna docet)

Ma come spesso accade la piacevole frequentazione ed il divertimento hanno tempi veloci ed ecco che come sempre arriva l’ora di ripartire: scendiamo sino a Stia  dove salutiamo gli amici diretti a Forli, via Passo della Calla, che poi dovranno raggiungere Marina Romea, noi invece scorriamo tutta la valle del Casentino per aggirare Arezzo ad ovest e rientrare via Scopetone in Umbria ovvero a casa.
Un Camaldoli tutto diverso dalle passate edizioni, almeno alle 4 precedenti che hanno visto la mia partecipazione; un Camaldoli bellissimo e probabilmente un Camaldoli unico come unica è l’Amicizia per Paolo e Giovanna.


Castello di Poppi






sabato 30 giugno 2012

5 Passi di mattino

In questi giorni di gran calura estiva girellare in moto non è proprio il massimo, specie per quelli che amano il fresco del nord.
Come poter combinare un incontro fra amici se non iniziando presto la giornata al punto che l’appuntamento, fissato al Valico del Carnaio per le 8:15, è addirittura anticipato di circa 15 minuti: alle 8:00 eravamo già ambedue pronti a partire in direzione Santa Sofia.

Tutto è stato studiato per stare al fresco il più possibile e l’appuntamento con “Caronte”, così battezzata la seconda ondata di caldo torrido africano (prima Scipione), è stabilito a Bagno di Romagna dove entrambi, felici della mezza giornata passata assieme, abbiamo ripreso la E45, in opposte direzioni, per poter tornare alle rispettive fresche dimore.

Davanti al bar del Carnaio (Casa Gamberini), luogo di altri piacevoli incontri estivi anche con altri amici, scambiamo i saluti e le prime impressioni su “Scottona”, la F800 GS del Satanasso, che è bella davvero; la livrea dell’edizione Trofeo (Trofy) dona quel pizzico di fascino estetico che la rende veramente interessante, alta, snella, possente e sbarazzina insomma una bella moto che l'apprezzamento di tanti motociclisti la stanno premiando costantemente.

La giornata è serena e la temperatura a quest’ora è gradevole al punto che indosso l’antivento (lo toglierò alla Consuma) a corredo della giacca estiva traforata; sotto solo una maglietta tecnica a maniche corte; pantaloni traforati e scarpe estive da moto completano l’abbigliamento assieme al casco ed i guanti ovviamente estivi.

Il giro è tutto verso Ovest e quindi riscendiamo tramite la S.P. 26 a Santa Sofia per proseguire verso Corniolo dove attacchiamo il Passo della Calla (S.P. 310).
La foresta Casentinese nei pressi di Campigna è tutta un’ombra e pochi raggi di sole filtrano fra gli alti tronchi dalle esigue chiome, le lente scura del parasole del casco non può essere utilizzata se si vuol scorgere bene la strada.
All’Alpen Bar sosta caffè per me e thè per Paolo; seduti ad un tavolo siamo i soli motociclisti vista l’ora; qualche battuta ancora e ripartiamo per scalare il valico, in cima foto d’ordinanza al cartello del passo e proseguiamo sino a Stia. 

Prima dell’ingresso al centro abitato svoltiamo a destra (S.P. 556) per il Valico Croce a Mori e via Londa sbuchiamo a Dicomano; anche in questo caso prima del centro abitato vero e proprio svoltiamo a sinistra (S.S. 67) direzione Pontassieve, ma dopo poco, appena fuori Scopeti, giriamo ancora a sinistra (S.P. 91) per Pomino e quindi Borselli dove incrociamo la S.P. 70 della Consuma.

La strada verso il Passo della Consuma, contrariamente a quanto trovato sino ad ora,  inizia a farsi trafficata da moto ed auto; nella mia mente, visto l’anticipo rispetto all’orario pensato, viene l’idea di far una veloce visita a Vallombrosa.

Giunto all’incrocio sulla destra della salita, mentre mi appresto ad inserire la freccia, una poliziotta provinciale alza la paletta e mi ferma.
Mai successo in moto in questi anni e praticamente son stupito; un controllo veloce ai documenti con anche quelli di Paolo che si è fermato con me e tutto è a posto; l’idea non viene dimenticata anzi, prende corpo.

Paolo approva ed andiamo quindi a Vallombrosa con l’intenzione di tornarci con Giovanna e Marinella per un pic-nic al fresco della fitta foresta.

Alla Consuma la sosta spuntino, alla baita al passo, è tappa d’obbligo: schiacciata con prosciutto e della semplice acqua minerale naturale.
Seduti al tavolo fuori all’ombra, parecchie le moto che vengono a vanno; ancora chiacchiere di moto (Ducati e Bmw), di progetti futuri, di vita ed anche dei prossimi incontri fra noi.

Quando rientriamo all’interno per il caffè una lunga fila si è formata per la schiacciata che quassù è di un buono notevole.

Ripartiamo scendendo sino a Poppi dove, poco dopo la zona industriale dell’omonima cittadina, a sinistra prendiamo al S.P. 66 per Soci e quindi ancora  a sinistra (S.P. 71) direzione Badia Prataglia ed ancora più su al Passo dei Mandrioli dove facciamo un’altra sosta foto, l’ultima della splendida giornata.

Fra tutto il girellare ed il parlare quando riscendiamo verso Bagno di Romagna torna prepotente in mente l’impegno con “Caronte”, mi ero quasi dimenticato ma … l’aria calda ed arsa che mi si para davanti al viso mi ricorda dell’appuntamento: sono le 13:30, in leggerissimo ritardo rispetto a quanto pensato, quando imbocco la E45 in direzione Sud; Paolo mi scorre a sinistra e tira dritto per la corsia Nord; alzo la mano in cenno di saluto e di arrivederci alla prossima “zingarata”.


Scottona




Vallombrosa


Af-famato


domenica 17 giugno 2012

Regina di fiori


     All’inizio dell’estate sulla Piana di Castelluccio la natura regala un tripudio ed una moltitudine di colori: "la fiorita" con il giallo delle lenticchie, il rosso del papavero e l’azzurro dei fiordalisi che compongono un paesaggio unico ed inebriante; una tavolozza di colori solo per citare quelli più marcatamente visibili.

     L’evento normalmente ha il proprio culmine fra giugno e luglio e raramente si possono ammirare tutti e tre i colori insieme.

     Infatti se la maturazione delle lenticchie è in ritardo, magari la stagione invernale si è protratta più a lungo, si può aver la fortuna di assistere al color giallo, magari  calante, nelle sue forme rettangolari dei campi coltivati con sprazzi di rosso ed azzurro che invece, di norma, fuoriescono prorompenti alla fine.

     Oggi, domenica 17 giugno 2012, abbiamo voluto regalare dei fiori a Regina; non è il culmine della fiorita, anzi siamo in anticipo come ci ricorda, in lontananza da Forca Canapine, il colore giallo appena accennato.

     Tanta però la voglia di respirare l’aria fresca della piana, tanta la voglia di un bel giro con la ns. amata; tanta la voglia di ammirare “Regina di fiori”



















sabato 12 maggio 2012

"Vecchie e Nuove" conoscenze




Quale miglior occasione per rivedere “vecchie” volpi e conoscerne di “nuove” se non un girello a metà distanza delle rispettive dimore ?

Ed anche questa volta grazie all’apporto della moto che accomuna e catalizza come forse nessun’altra passione eccoci a vivere una bellissima giornata; complice il web combiniamo un incontro.

Le strade sono straconosciute ma la passione e la voglia di girare, specie profittando della nuova compagnia di Andrea ed Elisabetta da Firenze fanno sembrare tutto nuovo ed inesplorato.

Grazie alla tribù con a capo Paolo alias DF stavolta coadiuvato dalla mitica Giovanna; Romualdo e dal sottoscritto assieme a Marinella ci siamo regalati una stupenda giornata che ci ha visto transitare da San Piero in Bagno (punto di ritrovo) per Alfero, per la sommità del Monte Fumaiolo e poi Balze, Valdazze, Pieve Santo Stefano, il valico dello Spino e quindi Chiusi della Verna.

Ancora avanti, via Biforco, per Badia Prataglia e poi ancora per il paesino di Camandoli dove il sapiente Romualdo ci ha portato ad ammirare il Castagno Miraglia, longevo sicuramente oltre 300 anni (si stima siano forse dai 400 ai 500).

Incredibile l’imponenza del tronco spaccato, sembra un monolocale !!!

Ovvio che con cosi tante curve e strade bellissime anche lo stomaco ha reclamato la sua parte ed allora fermata ristoro al paese di Camandoli.

Affettati, formaggi, pasta asciutta, dolce (deliziosa la crostata di albicocche) ed infine caffè allentano, di molto, la morsa della fame.

Dopo aver fatto miglior conoscenza e scambiato 4 ed ancora 4 chiacchiere a tavola via con le nostre amate moto sù all’Eremo e poi ancora giù via Lonnano sino a Stia ed ancora sù per il Passo della Calla, splendido come sempre, con un marcato profumo di bosco inebriante.

Tante le moto incrociate, tanti i saluti mostrati e ricambiati.

La gita inizia purtroppo il suo termine a Corniolo dove salutiamo Andrea e d  Elisabetta, tramite Fiumicello e poi San Godenzo (sotto al Muraglione) rientreranno a Firenze.

Altra rullata di titoli di coda è a Santa Sofia dove salutiamo Paolo e Giovanna diretti a nord via Galeata a San Lazzaro di Savena.
Rimaniamo io Marinella e Romualdo che valichiamo il Carnaio e riprendiamo la dissestata  E45 a San Piero in Bagno per rientrare a casa.






domenica 29 aprile 2012

Garfagnana e dintorni




Drinn … la sveglia, puntata alle ore 6:00, non fa in tempo a suonare il secondo allarme, la mia mano infatti ha già azionato il pulsante off; così inizia quest’altra avventura motociclistica. 

La moto è carica, tutti i consueti preparativi, ormai rituali, sono stati preparati il giorno prima; manca soltanto un buon caffè che rimarchi l’atteso risveglio oltre ovviamente la vestizione.
Alle 7:00 siamo già in strada, Amelia ha pochi Km. alle spalle e necessità di una bella sgroppata; azioniamo gli interfoni ed iniziamo il trasferimento verso Rocobilaccio.
La meta iniziale è infatti il Santuario di Boccadirio interposto fra la A1 e Castiglione dei Pepoli.

La prima sosta è avvenuta in autogrill nel Valdarno; ci ha visto sfiorare qualche goccia d’acqua.
Il Santuario è incastonato nel bosco e le pendici dei rilievi lo riparano dai venti che soffiano da nord; inizia qua la ns. rassegna fotografica.
Il cielo ad ovest dove siamo diretti, marca due situazioni contrastati, sereno e ventoso sul versante emiliano, nuvoloso ma in dissolvimento su quello toscano.

Riprendiamo la strada verso ovest, siamo destinati in Garfagnana ma vogliamo entrarci da nord; quindi scorriamo in sequenza i Laghi di Brasimone e Suviana (vedremo un’infinità di centrali idroelettriche) ed all’altezza di Badi ci teniamo a nord-ovest per imboccare la fascinosa Strada Provinciale 632 sino a San Marcello Pistoiese.
Qua inizia l’ascesa per il passo dell’Abetone, rinomata stazione sciistica Toscana, la strada è bagnata, ha piovuto da pochissimo ma il cielo si apre al sereno, i venti provenienti da nord-est stanno rapidamente cambiando il meteo per i prossimi giorni.
All’Abetone nulla di particolare interessante se non che la località deve il suo nome al fatto che lungo la strada in prossimità della curva stretta di valico era piantato un abete gigante.

Scendiamo sino quasi a Pievepelago, prima del paese la svolta  a sinistra verso il Passo delle Radici: questa è la nostra porta per la Garfagnana.
Brevissima sosta lungo la strada per gustare un genuino panino confezionato dalle sapienti mani di Marinella e poco dopo l’ora di pranzo siamo al passo per il caffè.
Prima però ci concediamo una breve visita a San Pellegrino in Alpe, un paesino da cartolina con la vallata frontale solcata dal torrente Castiglione che ne amplia la sperduta posizione.

Consumato il caffè all’interno del bar ristorante al passo ci incuriosisce una sterrata; quella che da Foce di Terrarossa risale sino ai margini dell’Orecchiella.
Mi dicono al bar che la strada è fattibile ma è molto piovuto ed addirittura salendo la stessa di quota potrebbe esserci neve.
Niente placet di Marinella ma i propositi sterrati non sono certo terminati. Allora viriamo a valle ed all’interno del paese di Sassorosso la disfatta ! Un tale incontrato lungo la strada mi dice, scuotendo la testa, di non portare la moto a rovinare sulla strada sterrata, che è troppo bella; faccio l’occhiolino ma la sua presumibile moglie cala l’asso: “Stì mariti e nun ci pensan mai a noi donne !!!”
Non do neanche il tempo a Marinella di dire qualcosa che lancio l’idea di visitare il paesino.

Dopo aver fotografato lo stupendo borgo scendiamo alla meta del ns. soggiorno: Castelnuovo di Garfagnana, Albergo Il Carlino, segnalato dell’amico Romualdo.
Lo consiglio per l’ospitalità, la disponibilità e non ultimo il trattamento economico; visti i tempi !
E’ presto e quindi come da programma dopo aver visto dove è posizionato l’albergo iniziamo la prima di due escursioni mirate già in fase di preparazione del viaggio:
Passo del Vestito con sosta alla fantastica Isola Santa, borgo da fiaba che baciato dal sole ardente in un cielo sereno, ci ammalia a non finire.
Su al passo all’uscita dalla galleria sotto di noi le cave di marmo; il bianco di Carrara abita quì ed all’orizzonte la stretta fascia dell’irto rilievo non evita la vista del mar Ligure. Impressionante le dimensioni dei blocchi di marmo che vengono tagliati precisi come sotto una affettatrice.

Torniamo indietro e in prossimità di Castelnuovo svoltiamo a sinistra direzione Aulla; la nostra meta è il lago di Vagli che visitammo tanti ani addietro quando eravamo ancora fidanzati; all’altezza di Camporgiano giriamo a sinistra e ben presto arriviamo a Vagli di Sotto; ovvia sosta e visita accurata al paese, caratteristiche le stradine corte ma ripide che salgono sino alla piazza principale, spesso anche costituite da scale, il reticolato delle viuzze è completato da passaggi di collegamento concentrici.
Un buon decaffeinato pomeridiano e via saliamo a Vagli di Sopra che offre, solo dopo la chiesa, una discreta vista al lago dall’alto.

Si accende improvvisa ed irrazionale una idea: inutile ripercorrere la strada solita, qua non siamo in alta montagna e dico a Marinella che qualche altra strada che riporti sulla statale dovrà pur esserci, consulto la mappa ma non vedo niente ed allora chiedo davanti al barretto del piccolo centro la possibilità di arrivare ad una frazione (Roggio senza tornare indietro) due ragazzi quasi si mettono a ridere e mi ripetono grosso modo le solite cose; c’è una sterrata, ma è piovuto molto e sicuramente sarà tutta ruscellata dall’acqua, è piovuto una settimana intera quà. Marinella coglie la palla al balzo e mi dice perentoria: “Ma lo senti ? Perché vuoi insistere ?”
“Se non è fattibile giriamo e torniamo dietro”, rispondo deciso; i ragazzi restano in silenzio e si guardano incuriositi.

Dopo la cortissima discesa a centro paese tiro dritto direzione Roggio, incontriamo una signora e Marinella vuole sentire anche lei; “Ma cosa vuoi che ne sappia questa che è anche anziana”; insomma mi fermo, sapete le donne … risposta dell’anziana a ma arzilla signora: “Certo che ce la fa una moto come la sua, altrimenti cosa l’ha comprata a fare !!!”

Incasso il via libera inaspettato ed imbocchiamo la strada sterrata che si presenta non lunghissima ma dei tratti son veramente impegnativi dal fango e dal ruscellamento dell’acqua che ha scavato solchi profondi anche 10/20 cm. il problema maggiore è nelle curve in corrispondenza del cambio di pendenza del monte, infatti il ristagno dell’acqua ha creato la classica pozzanghera da prender piena ed in tiro se si è da soli ma da cercare di evitare a margine del bosco, verso monte se si è in due e soprattutto carichi.
Amelia però comprese le valigie è troppo larga e qualche volta siamo dovuti entrare nelle pozze, con piena soddisfazione nel mio stivale sinistro nel frattempo divenuto color marrone.

Raggiunto il paese di Roggio e sino all’albergo non perdiamo di centrare, ad andatura lenta, tutte le pozzanghere di acqua “pulità” in modo da presentarci un po’ dignitosi al ns. arrivo.
Riusciamo a portare le valigie inzaccherate in camera, faranno successivamente una doccia con me. 

La serata si chiude con una gran bella minestra di farro e delle squisite salcicce alla griglia contornate da patate, di dolce gustiamo un croccantino di budino al cioccolato; a tavola inoltre la mia promessa a Marinella di alt agli sterrati almeno per questa gita.
Visita serale al centro di Castelnuovo Garfagnana e poi a nanna: il giorno seguente abbiamo in programma un bel percorso.

Il secondo giorno lo dedichiamo interamente al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano;  saliamo subito in loc. Pieve Fosciana dove un lavaggio rende Amelia più pulita e lungo la strada ammiriamo Castiglione di Garfagnana, bellissimo borgo intravisto dall’alto il giorno antecedente scendendo dalle Radici.

La direzione che prendiamo è per il Passo Pradarena e la strada, minuziosamente scelta in precedenza, transita via Corfino e soprattutto per lo splendido e fiabesco spiazzo di Pania di Corfino dove ci regaliamo una sosta nel silenzio assoluto, siamo infatti soli.
Riprendiamo l’ascesa continuando per Sillano e poi ancora Capanne di Sillano attraversando una boscaglia fitta ma che in  qualche punto regala viste stupende.
Al passo troviamo solo 20 cm. di neve a bordo strada, continuiamo e poco dopo Ospitaletto svoltiamo a sinistra via Vaglie per risbucare a Collagna; da qua l’ascesa dal lato emiliano del passo del Cerreto che ripeteremo nel pomeriggio a completamento di un anello.
Al bar ci concediamo un caffè e dopo esserci sgranchiti le gambe riprendiamo la via scendendo sino a Fivizzano al cui interno svoltiamo a destra per Licciana Nardi. 
Raggiunta la località dirigiamo Amelia a destra direzione nord verso il Passo del Lagastrello che superiamo di slancio.

E’ ora di pranzo ed occorre decidere se continuare ad avanzare a zig-zag per la cresta appenninica (Passo del Cirone) oppure cercare una variante che ci riconduca al Cerreto senza riscendere molto a valle; lo stabiliamo al tavolo della locanda  La Montanara sita in loc. Miscoso (RE) dove la titolare ci consiglia di arrivare sino a Succiso e continuare valicando il monte, che ci indica da una delle finestre del locale.

Miglior consiglio non poteva certo capitarci ed il Passo Scalucchia, sconosciuto ai più, regala uno dei tratti di strade montane fra le più belle percorse.
La strada stretta ma dal fondo perfetto ci riconduce a Collagna dove tramite il Passo Cerreto riscendiamo sino a Castelnuovo di Garfagnana.

La nostra due giorni si conclude praticamente quà, infatti la mattina del terzo giorno è utilizzata  per il rientro a casa che vede una sosta al famoso ponte del Diavolo di Borgo a Mozzano, alle porte di Lucca, ed una visita a casa dei conoscenti di antica data, dirimpettai di dove ha abitato Marinella per circa 20 anni; Franco (livornese doc) e Teresa.


lunedì 23 aprile 2012

4 Amici sul Delta


Altra bellissima puntata del ns. girellare in moto; oggi siamo ospiti, nella loro dimora marina, di Paolo e Giovanna per un girello motociclistico ideato dal padrone di casa.
Arriviamo, come ormai solito, la sera prima in un pomeriggio assolato: 4 passi in riva al mare scandiscono l’inizio del comune fine settimana.

Cena, come di consuetudine di alto livello quantitativo e qualitativo e le immancabili 4 chiacchiere fanno volare il tempo come mai; stavolta, però malgrado siano alle porte i desideri norvegesi dell’amico Paolo, ci soffermiano sulle moto, specie le “anziane”.

Risveglio mattutino con cielo nuvoloso che non promette niente di buono; indossiamo infatti l’antipioggia a protezione di qualche gocciolina birichina; alle 8:45 siamo in sella pronti a partire.

La prima fermata è il canale con connesso traghettino, dove Paolo fotografa tutte le sue moto nuove; sito già teatro di una sosta assieme a Giorgio per fotografare gli aironi; tante le volte che abbiamo parlato del nostro amico comune.

Proseguiamo per Comacchio e Mesola, lasciamo quindi la Romagna per entrare nel Veneto e quindi in pieno Delta del Po.
Porto Tolle ed ancora sino a Scardovari, arriviamo sino alla punta della terraferma in prossimità della bocca del Po per poi riscendere verso sud-ovest la sacca dell’omonima frazione Rovigiana.
Qualche sosta, qualche scatto ed il cielo che nel frattempo si è fatto sereno ci mostra le bellezze dell'orizzonte;  nel frattempo si alza un vento di una certa intensità ed è proprio grazie ad esso se le nuvole scorrono veloci verso nord-est.

Arriviamo a fine mattinata alla bocca del Po di Goro, più precisamente a Bacucco dove il  già provato ristorante "Il Faro", soddisfa la ns. poca fame, del resto con un trattamento in MP dai Bonazzi si stà bene per 4 giorni minimo.

Ed allora un bell’antipastino seguito da un delizioso spaghettino alle vongole per tutti  4 è sufficente per farci desistere da tentazioni di grigliate, fritture e quant’altro.

Si riparte poco dopo mangiato, del resto è domenica, dobbiamo rientrare nella ns. Perugia.

Fermata doverosa a Marina Romea a casa Bonazzi per i saluti/ringraziamenti e per riprendere il poco bagaglio portato.
4 abbracci e via a sud per un breve tratto di Romea e poi la sempre sconnessa E45 sin giù a casa.

Sempre bello rivedere gli Amici e sempre bello è stare assieme a loro.