Quale migliore destinazione per il classico "Camaldoli Agostano", girello ideato da Paolo a zonzo per il Casentino, stavolta
poi leggermente in anticipo rispetto al solito ferragosto, se non il fresco
delle foreste e delle alture ?
San Piero in Bagno è ormai il fisso luogo di
appuntamento; mattino presto per scongiurare temperature africane che in questa estate rovente hanno imprigionato l’italico suolo in una morsa opprimente;
stavolta poi andiamo non per il solito percorso (Passo della Calla) ma …
... sfiliamo il Passo Mandrioli ed in successione il Fangacci
per essere presto all’Eremo; sosta veloce ed il pensiero corre agli anni precedenti
con momenti che tornano in mente.
Un tuffo nella valle del casentino sino a Ponte a Poppi dove attacchiamo il
Pratomagno via Quota, splendido borgho montano.
La sterrata è facile, larga ed abbastanza comoda; ogni tanto
qualche tratto con ciottoli più smossi costringe a qualche zig zag ma
l’andatura turistica consente una salita agevole con Scottona che, in
lontananza a scongiurare la polvere sollevata dall’aitante Amelia, compare
sempre negli specchietti.
Al bivio per la croce di Pratomagno o Secchieta il grazioso
chalet-ristorante "Da Giocondo" ci accoglie per un buon caffè e dei dolcetti che, la sempre sapiente,
Giovanna ci offre per la gioia del ns. palato.
Profitto di un colpo di fortuna che mi regala 2 cinghiali in bella mostra:
Quello grigio nero leggermente più attempato, di un puzzo !!!
Riprendiamo il ns. percorso sul crinale del Pratomagno senza curarci della croce sino
a Montemignaio dove, poco dopo 3 grosse pale eoliche ed un centro destinato a
ripetitori di frequenze radio-televisive, finisce la sterrata.
Parco Eolico di Montemignaio
Cima Ovest del Pratomagno
Alla ns. destra è scorso tutto il Casentino con la sue
foreste in bella evidenza; a sinistra invece il Valdarno.
E’ arrivata l’ora di pensare al pranzo e cosa meglio della
schiacciata della Consuma con prosciutto crudo casentinese, anticipata dalla
schiacciatina alla cipolla ?
Forse il modo di gustarla e difatti non sostiamo al parcheggio
dello chalet sul passo ma scendiamo all’interno della foresta di Vallombrosa dove, seduti ad un tavolo al fresco dell’ombra della fitta vegetazione, consumiamo il prelibato pasto.
Un clima da far invidia e ci tratteniamo a lungo con il solo
intermezzo di una fugace visita al Santuario dell’omonima località.
Santuario di Vallombrosa
Il caldo però ci riporta ben presto al tavolo prima
abbandonato per una ulteriore sosta condita da racconti, prossimi appuntamenti,
aspettative e speranze.
Gran bella cosa poter stare con persone Amiche.
"Oscar basta fotografarmi" (Giovanna docet)
Ma come spesso accade la piacevole frequentazione ed il divertimento
hanno tempi veloci ed ecco che come sempre arriva l’ora di ripartire:
scendiamo sino a Stia dove
salutiamo gli amici diretti a Forli, via Passo della Calla, che poi dovranno raggiungere
Marina Romea, noi invece scorriamo tutta la valle del Casentino per
aggirare Arezzo ad ovest e rientrare via Scopetone in Umbria ovvero a casa.
Un Camaldoli tutto diverso dalle passate edizioni, almeno
alle 4 precedenti che hanno visto la mia partecipazione; un Camaldoli bellissimo
e probabilmente un Camaldoli unico come unica è l’Amicizia per Paolo e
Giovanna.
In questi giorni di gran calura estiva girellare in moto non è proprio il massimo, specie per quelli che amano il fresco del nord.
Come poter combinare un incontro fra amici se non iniziando presto la giornata al punto che l’appuntamento, fissato al Valico del Carnaio per le 8:15, è addirittura anticipato di circa 15 minuti: alle 8:00 eravamo già ambedue pronti a partire in direzione Santa Sofia.
Tutto è stato studiato per stare al fresco il più possibile e l’appuntamento con “Caronte”, così battezzata la seconda ondata di caldo torrido africano (prima Scipione), è stabilito a Bagno di Romagna dove entrambi, felici della mezza giornata passata assieme, abbiamo ripreso la E45, in opposte direzioni, per poter tornare alle rispettive fresche dimore.
Davanti al bar del Carnaio (Casa Gamberini), luogo di altri piacevoli incontri estivi anche con altri amici, scambiamo i saluti e le prime impressioni su “Scottona”, la F800 GS del Satanasso, che è bella davvero; la livrea dell’edizione Trofeo (Trofy) dona quel pizzico di fascino estetico che la rende veramente interessante, alta, snella, possente e sbarazzina insomma una bella moto che l'apprezzamento di tanti motociclisti la stanno premiando costantemente.
La giornata è serena e la temperatura a quest’ora è gradevole al punto che indosso l’antivento (lo toglierò alla Consuma) a corredo della giacca estiva traforata; sotto solo una maglietta tecnica a maniche corte; pantaloni traforati e scarpe estive da moto completano l’abbigliamento assieme al casco ed i guanti ovviamente estivi.
Il giro è tutto verso Ovest e quindi riscendiamo tramite la S.P.26 a Santa Sofia per proseguire verso Corniolo dove attacchiamo il Passo della Calla (S.P. 310).
La foresta Casentinese nei pressi di Campigna è tutta un’ombra e pochi raggi di sole filtrano fra gli alti tronchi dalle esigue chiome, le lente scura del parasole del casco non può essere utilizzata se si vuol scorgere bene la strada.
All’Alpen Bar sosta caffè per me e thè per Paolo; seduti ad un tavolo siamo i soli motociclisti vista l’ora; qualche battuta ancora e ripartiamo per scalare il valico, in cima foto d’ordinanza al cartello del passo e proseguiamo sino a Stia.
Prima dell’ingresso al centro abitato svoltiamo a destra (S.P. 556) per il Valico Croce a Mori e via Londa sbuchiamo a Dicomano; anche in questo caso prima del centro abitato vero e proprio svoltiamo a sinistra (S.S. 67) direzione Pontassieve, ma dopo poco, appena fuori Scopeti, giriamo ancora a sinistra (S.P. 91) per Pomino e quindi Borselli dove incrociamo la S.P. 70 della Consuma.
La strada verso il Passo della Consuma, contrariamente a quanto trovato sino ad ora, inizia a farsi trafficata da moto ed auto; nella mia mente, visto l’anticipo rispetto all’orario pensato, viene l’idea di far una veloce visita a Vallombrosa.
Giunto all’incrocio sulla destra della salita, mentre mi appresto ad inserire la freccia, una poliziotta provinciale alza la paletta e mi ferma.
Mai successo in moto in questi anni e praticamente son stupito; un controllo veloce ai documenti con anche quelli di Paolo che si è fermato con me e tutto è a posto; l’idea non viene dimenticata anzi, prende corpo.
Paolo approva ed andiamo quindi a Vallombrosa con l’intenzione di tornarci con Giovanna e Marinella per un pic-nic al fresco della fitta foresta.
Alla Consuma la sosta spuntino, alla baita al passo, è tappa d’obbligo: schiacciata con prosciutto e della semplice acqua minerale naturale.
Seduti al tavolo fuori all’ombra, parecchie le moto che vengono a vanno; ancora chiacchiere di moto (Ducati e Bmw), di progetti futuri, di vita ed anche dei prossimi incontri fra noi.
Quando rientriamo all’interno per il caffè una lunga fila si è formata per la schiacciata che quassù è di un buono notevole.
Ripartiamo scendendo sino a Poppi dove, poco dopo la zona industriale dell’omonima cittadina, a sinistra prendiamo al S.P. 66 per Soci e quindi ancora a sinistra (S.P. 71) direzione Badia Prataglia ed ancora più su al Passo dei Mandrioli dove facciamo un’altra sosta foto, l’ultima della splendida giornata.
Fra tutto il girellare ed il parlare quando riscendiamo verso Bagno di Romagna torna prepotente in mente l’impegno con “Caronte”, mi ero quasi dimenticato ma … l’aria calda ed arsa che mi si para davanti al viso mi ricorda dell’appuntamento: sono le 13:30, in leggerissimo ritardo rispetto a quanto pensato, quando imbocco la E45 in direzione Sud; Paolo mi scorre a sinistra e tira dritto per la corsia Nord; alzo la mano in cenno di saluto e di arrivederci alla prossima “zingarata”.
All’inizio dell’estate sulla Piana di Castelluccio la natura regala un tripudio ed una moltitudine di colori: "la fiorita" con il giallo delle lenticchie, il
rosso del papavero e l’azzurro dei fiordalisi che compongono un paesaggio unico ed
inebriante; una tavolozza di colori solo per citare quelli più marcatamente visibili.
L’evento normalmente ha il proprio culmine fra
giugno e luglio e raramente si possono ammirare tutti e tre i colori insieme.
Infatti se la maturazione delle lenticchie è in ritardo,
magari la stagione invernale si è protratta più a lungo, si può aver la fortuna di assistere al color giallo, magari calante, nelle sue forme rettangolari dei campi
coltivati con sprazzi di rosso ed azzurro che invece, di norma, fuoriescono
prorompenti alla fine.
Oggi, domenica 17 giugno 2012, abbiamo voluto regalare dei
fiori a Regina; non è il culmine della fiorita, anzi siamo in anticipo come ci ricorda, in lontananza da Forca Canapine,
il colore giallo appena accennato.
Tanta però la voglia di respirare l’aria fresca
della piana, tanta la voglia di un bel giro con la ns. amata; tanta la voglia
di ammirare “Regina di fiori”
Quale miglior occasione per rivedere “vecchie” volpi e
conoscerne di “nuove” se non un girello a metà distanza delle rispettive dimore
?
Ed anche questa volta grazie all’apporto della moto che
accomuna e catalizza come forse nessun’altra passione eccoci a vivere una
bellissima giornata; complice il web combiniamo un incontro.
Le strade sono straconosciute ma la passione e la voglia di
girare, specie profittando della nuova compagnia di Andrea ed Elisabetta da
Firenze fanno sembrare tutto nuovo ed inesplorato.
Grazie alla tribù con a capo Paolo alias DF stavolta
coadiuvato dalla mitica Giovanna; Romualdo e dal sottoscritto assieme a
Marinella ci siamo regalati una stupenda giornata che ci ha visto transitare da
San Piero in Bagno (punto di ritrovo) per Alfero, per la sommità del Monte
Fumaiolo e poi Balze, Valdazze, Pieve Santo Stefano, il valico dello Spino e
quindi Chiusi della Verna.
Ancora avanti, via Biforco, per Badia Prataglia e poi ancora
per il paesino di Camandoli dove il sapiente Romualdo ci ha portato ad ammirare il Castagno Miraglia, longevo sicuramente oltre 300 anni (si stima siano forse dai 400 ai
500).
Incredibile l’imponenza del tronco spaccato, sembra un
monolocale !!!
Ovvio che con cosi tante curve e strade bellissime anche lo
stomaco ha reclamato la sua parte ed allora fermata ristoro al paese di
Camandoli.
Affettati, formaggi, pasta asciutta, dolce (deliziosa la
crostata di albicocche) ed infine caffè allentano, di molto, la morsa della
fame.
Dopo aver fatto miglior conoscenza e scambiato 4 ed ancora 4
chiacchiere a tavola via con le nostre amate moto sù all’Eremo e poi ancora giù
via Lonnano sino a Stia ed ancora sù per il Passo della Calla, splendido come
sempre, con un marcato profumo di bosco inebriante.
Tante le moto incrociate, tanti i saluti mostrati e
ricambiati.
La gita inizia purtroppo il suo termine a Corniolo dove
salutiamo Andrea e d Elisabetta, tramite
Fiumicello e poi San Godenzo (sotto al Muraglione) rientreranno a Firenze.
Altra rullata di titoli di coda è a Santa Sofia dove
salutiamo Paolo e Giovanna diretti a nord via Galeata a San Lazzaro di Savena.
Rimaniamo io Marinella e Romualdo che valichiamo il Carnaio
e riprendiamo la dissestata E45 a San
Piero in Bagno per rientrare a casa.
Drinn … la sveglia, puntata alle
ore 6:00, non fa in tempo a suonare il secondo allarme, la mia mano infatti ha già
azionato il pulsante off; così inizia quest’altra avventura motociclistica.
La moto è carica, tutti i consueti
preparativi, ormai rituali, sono stati preparati il giorno prima; manca
soltanto un buon caffè che rimarchi l’atteso risveglio oltre ovviamente la
vestizione.
Alle 7:00 siamo già in strada, Amelia
ha pochi Km. alle spalle e necessità di una bella sgroppata; azioniamo gli
interfoni ed iniziamo il trasferimento verso Rocobilaccio.
La meta iniziale è infatti il
Santuario di Boccadirio interposto fra la
A1 e Castiglione dei Pepoli.
La prima sosta è avvenuta in
autogrill nel Valdarno; ci ha visto sfiorare qualche goccia d’acqua.
Il Santuario è incastonato nel
bosco e le pendici dei rilievi lo riparano dai venti che soffiano da nord;
inizia qua la ns. rassegna fotografica.
Il cielo ad ovest dove siamo
diretti, marca due situazioni contrastati, sereno e ventoso sul versante
emiliano, nuvoloso ma in dissolvimento su quello toscano.
Riprendiamo la strada verso
ovest, siamo destinati in Garfagnana ma vogliamo entrarci da nord; quindi
scorriamo in sequenza i Laghi di Brasimone e Suviana (vedremo un’infinità di
centrali idroelettriche) ed all’altezza di Badi ci teniamo a nord-ovest per
imboccare la fascinosa Strada Provinciale 632 sino a San Marcello Pistoiese.
Qua inizia l’ascesa per il passo
dell’Abetone, rinomata stazione sciistica Toscana, la strada è bagnata, ha
piovuto da pochissimo ma il cielo si apre al sereno, i venti provenienti da
nord-est stanno rapidamente cambiando il meteo per i prossimi giorni.
All’Abetone nulla di particolare interessante
se non che la località deve il suo nome al fatto che lungo la strada in
prossimità della curva stretta di valico era piantato un abete gigante.
Scendiamo sino quasi a
Pievepelago, prima del paese la svolta a
sinistra verso il Passo delle Radici: questa è la nostra porta per la Garfagnana.
Brevissima sosta lungo la strada
per gustare un genuino panino confezionato dalle sapienti mani di Marinella e
poco dopo l’ora di pranzo siamo al passo per il caffè.
Prima però ci concediamo una
breve visita a San Pellegrino in Alpe, un paesino da cartolina con la vallata
frontale solcata dal torrente Castiglione che ne amplia la sperduta posizione.
Consumato il caffè all’interno
del bar ristorante al passo ci incuriosisce una sterrata; quella che da Foce di
Terrarossa risale sino ai margini dell’Orecchiella.
Mi dicono al bar che la strada è
fattibile ma è molto piovuto ed addirittura salendo la stessa di quota potrebbe
esserci neve.
Niente placet di Marinella ma i
propositi sterrati non sono certo terminati. Allora viriamo a valle ed all’interno
del paese di Sassorosso la disfatta ! Un tale incontrato lungo la strada mi
dice, scuotendo la testa, di non portare la moto a rovinare sulla strada
sterrata, che è troppo bella; faccio l’occhiolino ma la sua presumibile moglie
cala l’asso: “Stì mariti e nun ci pensan mai a noi donne !!!”
Non do neanche il tempo a
Marinella di dire qualcosa che lancio l’idea di visitare il paesino.
Dopo aver fotografato lo stupendo
borgo scendiamo alla meta del ns. soggiorno: Castelnuovo di Garfagnana, Albergo
Il Carlino, segnalato dell’amico Romualdo.
Lo consiglio per l’ospitalità, la
disponibilità e non ultimo il trattamento economico; visti i tempi !
E’ presto e quindi come da
programma dopo aver visto dove è posizionato l’albergo iniziamo la prima di due
escursioni mirate già in fase di preparazione del viaggio:
Passo del Vestito con sosta alla
fantastica Isola Santa, borgo da fiaba che baciato dal sole ardente in un cielo
sereno, ci ammalia a non finire.
Su al passo all’uscita dalla
galleria sotto di noi le cave di marmo; il bianco di Carrara abita quì ed
all’orizzonte la stretta fascia dell’irto rilievo non evita la vista del mar
Ligure. Impressionante le dimensioni dei blocchi di marmo che vengono tagliati
precisi come sotto una affettatrice.
Torniamo indietro e in prossimità
di Castelnuovo svoltiamo a sinistra direzione Aulla; la nostra meta è il lago
di Vagli che visitammo tanti ani addietro quando eravamo ancora fidanzati;
all’altezza di Camporgiano giriamo a sinistra e ben presto arriviamo a Vagli di
Sotto; ovvia sosta e visita accurata al paese,
caratteristiche le stradine corte ma ripide che salgono sino alla piazza
principale, spesso anche costituite da scale, il reticolato delle viuzze è
completato da passaggi di collegamento concentrici.
Un buon decaffeinato pomeridiano
e via saliamo a Vagli di Sopra che offre, solo dopo la chiesa, una discreta
vista al lago dall’alto.
Si accende improvvisa ed
irrazionale una idea: inutile ripercorrere la strada solita, qua non siamo in
alta montagna e dico a Marinella che qualche altra strada che riporti sulla
statale dovrà pur esserci, consulto la mappa ma non vedo niente ed allora
chiedo davanti al barretto del piccolo centro la possibilità di arrivare ad una
frazione (Roggio senza tornare indietro) due ragazzi quasi si mettono a ridere
e mi ripetono grosso modo le solite cose; c’è una sterrata, ma è piovuto molto
e sicuramente sarà tutta ruscellata dall’acqua, è piovuto una settimana intera
quà. Marinella coglie la palla al balzo e mi dice perentoria: “Ma lo senti ? Perché
vuoi insistere ?”
“Se non è fattibile giriamo e
torniamo dietro”, rispondo deciso; i ragazzi restano in silenzio e si guardano
incuriositi.
Dopo la cortissima discesa a
centro paese tiro dritto direzione Roggio, incontriamo una signora e Marinella
vuole sentire anche lei; “Ma cosa vuoi che ne sappia questa che è anche
anziana”; insomma mi fermo, sapete le donne … risposta dell’anziana a ma
arzilla signora: “Certo che ce la fa una moto come la sua, altrimenti cosa l’ha
comprata a fare !!!”
Incasso il via libera inaspettato
ed imbocchiamo la strada sterrata che si presenta non lunghissima ma dei tratti
son veramente impegnativi dal fango e dal ruscellamento dell’acqua che ha
scavato solchi profondi anche 10/20 cm. il problema maggiore è nelle curve in
corrispondenza del cambio di pendenza del monte, infatti il ristagno dell’acqua
ha creato la classica pozzanghera da prender piena ed in tiro se si è da soli
ma da cercare di evitare a margine del bosco, verso monte se si è in due e soprattutto
carichi.
Amelia però comprese le valigie è
troppo larga e qualche volta siamo dovuti entrare nelle pozze, con piena
soddisfazione nel mio stivale sinistro nel frattempo divenuto color marrone.
Raggiunto il paese di Roggio e
sino all’albergo non perdiamo di centrare, ad andatura lenta, tutte le
pozzanghere di acqua “pulità” in modo da presentarci un po’ dignitosi al ns.
arrivo.
Riusciamo a portare le valigie
inzaccherate in camera, faranno successivamente una doccia con me.
La serata si chiude con una gran
bella minestra di farro e delle squisite salcicce alla griglia contornate da
patate, di dolce gustiamo un croccantino di budino al cioccolato; a tavola inoltre
la mia promessa a Marinella di alt agli sterrati almeno per questa gita.
Visita serale al centro di
Castelnuovo Garfagnana e poi a nanna: il giorno seguente abbiamo in programma
un bel percorso.
Il secondo giorno lo dedichiamo
interamente al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano; saliamo subito in loc. Pieve Fosciana dove un
lavaggio rende Amelia più pulita e lungo la strada ammiriamo Castiglione di
Garfagnana, bellissimo borgo intravisto dall’alto il giorno antecedente
scendendo dalle Radici.
La direzione che prendiamo è per
il Passo Pradarena e la strada, minuziosamente scelta in precedenza, transita
via Corfino e soprattutto per lo splendido e fiabesco spiazzo di Pania di
Corfino dove ci regaliamo una sosta nel silenzio assoluto, siamo infatti soli.
Riprendiamo l’ascesa continuando
per Sillano e poi ancora Capanne di Sillano attraversando una boscaglia fitta
ma che in qualche punto regala viste
stupende.
Al passo troviamo solo 20 cm. di neve a bordo
strada, continuiamo e poco dopo Ospitaletto svoltiamo a sinistra via Vaglie per
risbucare a Collagna; da qua l’ascesa dal lato emiliano del passo del Cerreto
che ripeteremo nel pomeriggio a completamento di un anello.
Al bar ci concediamo un caffè e
dopo esserci sgranchiti le gambe riprendiamo la via scendendo sino a Fivizzano
al cui interno svoltiamo a destra per Licciana Nardi.
Raggiunta la località dirigiamo
Amelia a destra direzione nord verso il Passo del Lagastrello che superiamo di
slancio.
E’ ora di pranzo ed occorre
decidere se continuare ad avanzare a zig-zag per la cresta appenninica (Passo
del Cirone) oppure cercare una variante che ci riconduca al Cerreto senza
riscendere molto a valle; lo stabiliamo al tavolo della locanda La Montanara sita in loc. Miscoso (RE) dove la
titolare ci consiglia di arrivare sino a Succiso e continuare valicando il
monte, che ci indica da una delle finestre del locale.
Miglior consiglio non poteva
certo capitarci ed il Passo Scalucchia, sconosciuto ai più, regala uno dei
tratti di strade montane fra le più belle percorse.
La strada stretta ma dal fondo
perfetto ci riconduce a Collagna dove tramite il Passo Cerreto riscendiamo sino
a Castelnuovo di Garfagnana.
La nostra due giorni si conclude
praticamente quà, infatti la mattina del terzo giorno è utilizzata per il rientro a casa che vede una sosta al
famoso ponte del Diavolo di Borgo a Mozzano, alle porte di Lucca, ed una visita
a casa dei conoscenti di antica data, dirimpettai di dove ha abitato Marinella
per circa 20 anni; Franco (livornese doc) e Teresa.
Altra bellissima puntata del ns. girellare in moto; oggi siamo ospiti, nella loro dimora marina, di Paolo e Giovanna per un girello motociclistico ideato dal padrone di casa.
Arriviamo, come ormai solito, la sera prima in un pomeriggio assolato: 4 passi in riva al mare scandiscono l’inizio del comune fine settimana.
Cena, come di consuetudine di alto livello quantitativo e qualitativo e le immancabili 4 chiacchiere fanno volare il tempo come mai; stavolta, però malgrado siano alle porte i desideri norvegesi dell’amico Paolo, ci soffermiano sulle moto, specie le “anziane”.
Risveglio mattutino con cielo nuvoloso che non promette niente di buono; indossiamo infatti l’antipioggia a protezione di qualche gocciolina birichina; alle 8:45 siamo in sella pronti a partire.
La prima fermata è il canale con connesso traghettino, dove Paolo fotografa tutte le sue moto nuove; sito già teatro di una sosta assieme a Giorgio per fotografare gli aironi; tante le volte che abbiamo parlato del nostro amico comune.
Proseguiamo per Comacchio e Mesola, lasciamo quindi la Romagna per entrare nel Veneto e quindi in pieno Delta del Po.
Porto Tolle ed ancora sino a Scardovari, arriviamo sino alla punta della terraferma in prossimità della bocca del Po per poi riscendere verso sud-ovest la sacca dell’omonima frazione Rovigiana.
Qualche sosta, qualche scatto ed il cielo che nel frattempo si è fatto sereno ci mostra le bellezze dell'orizzonte; nel frattempo si alza un vento di una certa intensità ed è proprio grazie ad esso se le nuvole scorrono veloci verso nord-est.
Arriviamo a fine mattinata alla bocca del Po di Goro, più precisamente a Bacucco dove il già provato ristorante "Il Faro", soddisfa la ns. poca fame, del resto con un trattamento in MP dai Bonazzi si stà bene per 4 giorni minimo.
Ed allora un bell’antipastino seguito da un delizioso spaghettino alle vongole per tutti 4 è sufficente per farci desistere da tentazioni di grigliate, fritture e quant’altro.
Si riparte poco dopo mangiato, del resto è domenica, dobbiamo rientrare nella ns. Perugia.
Fermata doverosa a Marina Romea a casa Bonazzi per i saluti/ringraziamenti e per riprendere il poco bagaglio portato.
4 abbracci e via a sud per un breve tratto di Romea e poi la sempre sconnessa E45 sin giù a casa.
Sempre bello rivedere gli Amici e sempre bello è stare assieme a loro.
"Tutto deriva da questa emozione che scoppia dentro ogni qual volta si inserisce la chiave nel quadro, si preme lo start e via........la strada ci accoglie" (Alp_3225)
Giro la chiave del quadro di Regina dopo essermi assicurato di aver tirato bene la frizione, la spia verde del folle compare sul cruscotto, un istante ed il pollice destro cerca il minuscolo pulsantino rosso dell’accensione.
E’ tutto a posto Giorgio, possiamo mettere in moto; in me ormai è ben radicata la sensazione di non essere solo: possiamo partire di nuovo, ancora una volta Giorgio.
Regina non tradisce e lo stridio del motorino di avviamento ben presto lascia la scena al poderoso boxer che, con l’aria tirata, ha il tono della voce leggermente sopra le righe quasi a voler rimarcare ancora di più la sua vitalità.
Qualche secondo e la leva dello starter è spostata a metà corsa, il canto si fa più pacato e ben più godibile; i rubinetti della benzina sono ancora chiusi, li apro e mi riposiziono dritto sulla sella; ora invece il momento che riserva sempre il timore di grattare; dobbiamo inserire la prima marcia: innesto perfetto Giorgio, la spia verde del cruscotto svanisce, lasciamo adagio la frizione e la moto si avvia … sulla strada della vita.
Siamo gli ultimi a lasciare l’Hotel, la ns. direzione è in senso opposto a tutto il resto della compagnia; davanti le moto seguono itinerari diversi verso le rispettive mete; dietro invece il ricordo fresco e luminoso di un fine settimana straordinario, una zingarata che fa bene al cuore.
Tutto in una lacrima, quella che scende copiosa sul mio viso mentre andiamo verso casa ...
Valdichiana (uscita A1) il teatro dell’appuntamento per questa nuova puntata di passione.
Tutti puntuali per il programma pomeridiano che ricalca le tue strade Giorgio ed allora, dopo i classici saluti, via sulle colline di Lucignano e Monte San Savino proseguendo sul crinale del rilievo che conduce alla Locanda del Grillo; bosco, olivi, curve e tornanti in una alternanza da urlo; ed ancora l’ondulata campagna intorno a Castelnuovo Berarderga in direzione Taverne d’Arbia; siamo già alle porte delle Crete.
Il paradiso della natura abita qui ed il verde, in grande ascesa nei colori primaverili, sinonimo di speranza, conduce il pensiero verso la certezza di farti cosa gradita Giorgio: siamo tutti qua per te, per onorarti.
Alla piazzola ove è posta la stele a ricordo di Artemio Franchi una sosta.
I colori sono leggermente spenti da un cielo non proprio limpido; Giorgio ha convocato tutti i suoi nuovi amici allo spettacolo che la nostra gentile e pacata andatura esibisce … percorriamo infatti la strada della vita, quella che oggi ci ha portato quì.
Asciano, Trequanda, Montisi, Castelmuzio: la crema delle crete è il nostro tragitto per raggiungere altri amici, altre storie, altre sensazioni, altri sorrisi.
L’Hotel Rosati di Querce al Pino ci accoglie con amore e sarà così per tutte 2 le giornate; un trattamento disarmante per il calore che Giorgio e Caterina (titolari della struttura) dimostrano nei ns. confronti.
Io ho organizzato l’incontro, Marinella ne hanno condiviso degli aspetti è già dal lunedì che ho sensazioni e preoccupazioni, mai come in questo caso sento la necessità di fare a modo, fare che tutto vada bene, perché sia un ricordo indimenticabile, perchè è per Giorgio.
L’Eroica, le sue strade bianche e polverose, le sue sconnessioni, i suoi panorami unici è la cornice per il Tributo a Giorgio; è l’incompiuta: come altre volte ho raccontato l’Eroica sarebbe stato il percorso di inizio anno 2011, quello che avrebbe rappresentato un appuntamento di Turismo in Moto … il ns. appuntamento era già fissato per metà Gennaio, avremmo iniziato a prendere i tempi, studiare le soste, i ristori, le fermate.
Tratta sterrata Asciano-Monte Sante Marie
Percorriamo il tracciato ognuno con le proprie sensazioni ed i visi alle fermate non nascondono certo la felicità; tutto giusto, così Giorgio avrebbe voluto.
Volpaia dalla Paola del Bar Ucci la fermata pranzo e che pranzo !!!
Ribollita con i “cavoli suoi” !!!
Via scendiamo a sud ed allora Brolio, il leccio, Pianella, Siena, Radi, il campo da golf e Montalcino: breve sosta ristoro prima di affrontare l’ultimo tratto sterrato.
Torrenieri la nostra entrata e la ns. uscita dal percorso dell’Eroica ed all’imbrunire sfiliamo a nord silenziosi la Valdorcia per rientrare stanchi ma felici all’aperitivo in Hotel.
Tutti alla meritata doccia; per me anche lo scarico di adrenalina che ho covato tutta la settimana; tutto era andato bene, tutti rientrati, tutti felici: quale premio migliore se non la consapevolezza di leggere la soddisfazione sul viso dei partecipanti per quello che siamo riusciti a combinare; Giorgio ma ti rendi conto che “grandi” che siamo !!!
Regina è arrivata a casa; Marinella è già rientrata in auto, è arrivato il momento di alzare la visiera e di girare al contrario la chiave del quadro.
Tutto ancora in una lacrima, è quella del bene che ti voglio Giorgio.