San Leo (RN) - Maggio 2015

San Leo (RN) - Maggio 2015

venerdì 13 giugno 2014

Norge 2014 "The Only Return" (part one)






Nordkapp, la mia terza volta nelle lontane terre del Nord, la seconda con l'Amico Paolo, la prima e probabilmente l'unica con "Regina" (100 PD) accompagnata, per l'occasione, da "La  Preferita" (80 GS Basic).
Un viaggio "The only return" perché resterà irripetibile così che, il suo sapore, sarà un'indelebile ricordo nel segno passato, presente e futuro dell'Amicizia.
                                                   

I protagonisti:
Ci siamo conosciuti nell’aprile del 2008; rotto il ghiaccio il passo per una frequentazione costante è stato veloce e coinvolgente. Nell’occasione del primo incontro, feci anche la conoscenza di Giorgio, ora purtroppo non più con noi.
Seppur il tempo trascorso assieme è stato breve, l’intensità e l’empatia creatasi ha determinato una frequentazione che ha oltrepassato la semplice compagnia e che si è collocata fin da subito nell’Amicizia vera, candida, pulita, incondizionata.
Indimenticabili le sensazioni di noi 3:

Oscar  50 anni, di Perugia, geometra, appassionato del boxer Bmw e del Nord.

Paolo  (Paolo2145) 69 anni, di Bologna, odontoiatra, appassionato di moto e viaggi, grande esperto della Norvegia, amante della regione Lappone e della Scandinavia in genere.

Giorgio (Alp_3225) 1961-2011 Amico ... per sempre.

Perché il viaggio:
Nel giugno 2012, in occasione dell’acquisto della Bmw R80GS Basic, al momento delle firme per il passaggio di proprietà, dissi all’amico Paolo (venditore) che in qualsiasi momento poteva ricondurre la sua moto, la sua “Preferita”, bastava soltanto manifestarne l’intenzione; Paolo rimase sorpreso della mia “offerta” e non nascose un certo piacere.
Nel corso dell’estate seguente ci incontrammo più volte e spesso invitai Paolo a condurre la “Preferita”; lui scelse sempre di declinare l’invito ma un bel giorno, di settembre, gli dissi: Paolo, mi piacerebbe portare entrambe le moto obso a Nordkapp; per Regina sarebbe senz’altro la prima volta, per la Basic invece sarebbe un gradito ritorno; che ne pensi di condurre tu la Preferita fin lassù ?
Paolo vinse qualsiasi reticenza e non esitò ad accettare l’invito.
Assieme, ragionando in funzione ai programmi che entrambi avevamo in essere per l’immediato futuro, decidemmo che la stagione più propizia fosse il 2014.
L’antefatto riservò il consueto malinconico pensiero rivolto all’Amico Giorgio; portare Regina a Nordkapp assegnò subito un valore sentimentale al viaggio: gli amici che conducono la sua “Regina” nel punto ove in occasione di Norge 2011 attaccammo una certa figurina, addirittura assieme alla “Preferita”.
Le moto si erano già incontrate e “conosciute”, per volontà di Giorgio, una prima volta nel dicembre 2010 alla Raticosa; era infatti stato Paolo l’artefice dell’acquisto, da parte di Giorgio, della 100PD.
Deciso il periodo, seppur ancora molto in anticipo rispetto all’evento, era infatti l'autunno del 2012; iniziammo a parlare sulle necessità per organizzare bene il viaggio, su come affrontare il trasferimento in auto con il carrello, sul percorso/itinerario da seguire, sulle mete fissate da raggiungere, sulla ripartizione delle spese; insomma, iniziammo a pianificare vivendo, inconsapevolmente, fin da subito il ns. viaggio.
L’attesa crescente era man mano stemperata da periodiche uscite in moto a breve raggio, da numerose videochiamate serali e da incontri con le rispettive consorti che univano e cementavano sempre più la ns. Amicizia, non ultima anche qualche visita al giaciglio del nostro caro Amico Giorgio.
Arrivammo così a pochi giorni precedenti la partenza, con le ultime cose da fare e sbrigare, con gli aggiornamenti che ci scambiavamo in continuo; insomma con tutta la bellissima fase di pre-partenza che ogni viaggio dona ai protagonisti.

Le moto del viaggio:
  • Bmw R 100 GS Paris Dakar "Regina"  alla partenza Km. 93.142    

  • Bmw R 80 GS Basic "Preferita"  alla partenza Km. 60.846               

Interventi su entrambe le moto prima della partenza:
  • Tagliando manutenzione (Olii, filtri, candele, registrazione valvole e controlli vari);
  • Batteria nuova a doppio spessore (Fiamm 12 V - 30 Ampere);
  • Pneumatici nuovi Metzeler Tourance (Ant. 90/90 R21 54H – Post. 130/80 R17 65H);

Bagaglio 100 PD: 
Valigia alu destra: alimenti (tonno e sgombro in scatola, marmellate, condimenti, spesa giornaliera).
Valigia alu sinistra: alimenti (pasta), antipioggia, abbigliamento/indumenti di ricambio, cartella dei documenti, ricambistica moto (rotore con estrattore, piastra diodi, centralina accensione  regolatore di tensione, cavo candela, n. 2 guarnizioni vaschette carburatori).
Sacca impermeabile: abbigliamento moto e camping, sacco letto, sacco bagno, scarpe etc.
Pozzetto serbatoio: action cam, macchina fotografica, batterie di scorta, block notes.

Bagaglio “Basic” 

Valigia destra: antipioggia, popote, sacco bagno, computer, caricabatterie vari.
Valigia sinistra: medicinali, cartine geografiche, nastro americano, compressore.
Sacca a rotolo: abbigliamento moto e camping, scarpe.
Sacchetto a rotolo: sacco letto, telo bagno, etc.
Borsa serbatoio: action cam, macchina fotografica, occhiali, cartina del giorno.

Attrezzi e materiali 100 PD:
Cassetta sottosella:
Lampada anteriore H4 n. 2
Lampada indicatore di direzione n. 2
Lampada faro posteriore n. 2
Cinte moto per traghettamento
Imbuto pieghevole per rabbocco olio
Rotolino pellicola trasparente
Attacco 90° valvola pneumatico post.
Pinza + Coltellino
Nastro americano rotolino stretto
Chiave brugola Beta mm. 5
Chiave brugola Beta mm. 6
Tubo gomma prelievo carburante
Contenitore esterno su valigia alu sinistra:
Kit antiforatura n. 1
Viteria e bulloneria vario diametro
Fascette plastica varie dimensioni
Fascette acciaio varie dimensioni
Filo di ferro
Guanti monouso n. 4
Candele n. 2
Lattina esterna su valigia alu destra:
Olio motore 20W50 Kg. 1,5

Attrezzi e materiali 80 GS Basic:
Cassetta sottosella:
Kit antiforatura n. 1
Set originale attrezzi Bmw
Stracci protettivi selle per traghettamenti

Viaggio progettato in via preliminare:
  • Trasferimento in auto e moto su carrello sino al camping di FrederiKshavn (DK)
  • Traghetto Stena Line tratta FrederiKshavn (DK) - Gotebog (S)
  • Itinerario per circa 6500 Km. (dettaglio percorso effettivo su report di singola tappa)
  • Traghetto Fjordline tratta  Kristiandsand (N) - Hirtshals (DK)
  • Rientro al camping di FrederiKshavn (DK)
  • Rientro a casa in auto con moto trasportate su carrello

Mete di viaggio:
  1. Grense Jakobselv, avamposto a confine con la Russia nel comune di Sor-Varanger;
  2. Gamvik, minuscolo porticciolo sulla parte est della penisola di NordKyn;
  3. Nordkapp, il mappamondo sulla scogliera dell’isola di Mageroya nel Finnmark;

Giornata tipo:
  • Sveglia di buon ora (circa ore 6:00), necessità fisiologiche, colazione (pane, marmellata, biscotti secchi, thè e/o karkadè), collocazione bagagli; partenza della tappa entro le ore 7:15;
  • Metà mattina, intorno alle 10:30, 2à colazione in caffetteria (caffè caldo) di stazione servizio (rifornimento);
  • Metà giornata spesa al supermercato per il pranzo (ore 13:00 circa), da consumarsi preferibilmente lungo strada (formaggio, frutta, yogurt); acquisto pane e quant’altro per la cena e la colazione della mattina successiva;
  • Metà pomeriggio, circa le 16:30, sosta gelato e/o muffy in caffetteria di stazione servizio (rifornimento);
  • Alloggio in camping (Hytter con servizi) intorno alle 19:00;
  • Avviso via sms di fine tappa alle rispettive famiglie;
  • Doccia rigeneratrice;
  • Cena autogestita intorno alle 20:30 (pasta asciutta, un secondo piatto alternato fra salumi, tonno e/o sgombro in scatola);
  • Videochiamata e/o telefonata alla famiglia;
  • Camminata di circa 30/40 minuti nei pressi del Camping con scambio impressioni viaggio;
  • Salvataggio delle foto e filmati eseguiti in giornata su memoria esterna;
  • Qualche notizia pubblicata nel forum frequentato;
  • Verifica condizioni meteo per l’indomani e scelta/conferma itinerario;
  • Nanna intorno alle 23:30 in maniera da essere riposati per l’indomani mattina;

Report di viaggio

Fatti, accadimenti ed il destino hanno scritto una trama e sopratutto un itinerario leggermente diverso da quello immaginato e pensato per il ns. viaggio.
Forse e' stato un bene che le prime due mete, ubicate nell'estrema Lapponia, non sono state raggiunte; credo anche, oggi che il viaggio si è concluso, che Giorgio da lassù ci ha guidati a lui rasserenando la ns. strada che è stata una gran bella strada senza quasi mai pioggia. 

Il racconto che segue è una semplice esposizione cronologica degli avvenimenti del viaggio per come si sono svolti, per come si sono presentati ed evoluti e per come sono stati affrontati.
Non nascondo le sensazioni provate anche profonde e personali, senza tacere su nulla affinché il lettore comprenda per davvero chi realmente è colui che narra.

Nordkapp 03/06/2014 (ore 23.43)



Mercoledì 28 maggio 2014 - Alle ore 12:30, usufruendo di un permesso, esco dal lavoro, ho infatti appuntamento con Paolo a casa mia alle 13:00 per uno pranzo veloce, il caricamento delle moto sul carrello e quindi il trasferimento a San Lazzaro di Savena (BO) dove lui risiede e da dove l'indomani mattina avrebbe avuto inizio il ns. viaggio.
Puntuale Paolo accompagnato da sua moglie Giovanna poco dopo le 13:00 arriva a casa mia; saluti e sorrisi celano quell'alone di malinconia dovuto al fatto che da li a poco lascerò per 15/16 giorni la mia famiglia; Marinella come al solito capisce tutto e sdrammatizza la situazione aiutandomi a superare il momento.
E' stato infatti facile pensare al viaggio, addirittura semplice programmare il tutto ma quando sei li per partire realizzi appieno che stai per lasciare gli affetti della tua vita ed allora capisci quanto sia prezioso quello che ti circonda tutti i giorni. 
Il pasto veloce viene consumato "allegramente" ed alle 14:15 siamo già fuori  per le operazioni di carico delle moto.
Ben 2 volte la rampa di salita delle moto esce purtroppo dai supporti, forse incautamente troppo lubrificati dall'amico Paolo, i risultati non son certo incoraggiati: filo luci targa tranciato ed il supporto della luce di destra, sempre della targa, divelto.
Iniziamo subito con un danno ma è talmente forte l'attesa di partire e la voglia della ns. "avventura" che prendiamo l'accaduto scherzandoci sopra.
Alle 15:15, non appena legate le due moto siamo in procinto per partire; il saluto ai cari e l'abbraccio a mia moglie Marinella ed a mia figlia Giulia sono l'arrivederci alle donne della mia vita; Gigi il mio fido boxer mi si para davanti, ha capito tutto e la sua leccata è grande.
Il pomeriggio è caldo ma ancora sopportabile con i suoi 26°C ed in poco più di 3 ore siamo a destinazione; in una rotonda, presa ad andatura brillante, appena fuori della A14, La 100PD piega verso l'interno ed il suo paramani striscia leggermente l'unghia del Basic  segnado un certo "solco". Appena fermi ci rendiamo conto di aver legato male le moto ovvero sugli scossoni della E45 le cinte di rinforzo posteriori sono uscite dai rispettivi ganci e non tengono più schiacciate al pianale le 2 moto.
Provvedo più tardi, una volta raggiunta casa di Paolo, a bloccarle meglio con del nastro americano mentre il compagno di viaggio sistema in auto il proprio bagaglio.
La serata scorre anch'essa veloce e praticamente alle 10:00 sono già a letto, l'indomani mattina infatti la sveglia punta le 4:15 in quanto il programma prevede la partenza alle 5:00. Riesco a dormicchiare ma non tutta la notte, per meglio dire faccio pisoli di durata variabile e la mente inizia a percorrere il viaggio auspicando tutto il bene possibile.




Giovedì 29 maggio 2014 - Puntuali come sempre, quindi in anticipo di 15 minuti ci troviamo tutti e due alzati in corridoio per raggiungere il bagno.
Colazione alla grande, ultime cose da predisporre e dopo aver salutata la padrona di casa alle 4:55 siamo in movimento; la destinazione è un campeggio ubicato a Frederikshavn (DK) dove lasceremo l'auto ed il carrello; l'indomani alle 14:00 un traghetto della Stena Line ci condurrà a Goteborg (S).
La mattina è fresca e serena, poco traffico sulla A22 e praticamente ci troviamo a Trento senza quasi essercene accorti. Decidiamo che è ora di un caffè e poco più avanti all'area di servizio Paganella Est profittiamo anche dei servizi per i nostri fabbisogni fisiologici.
In auto abbiamo infatti 3 l di acqua minerale a testa in previsione che la 24 ore di trasferimento in auto metta a dura prova la sete.
L'idea infatti, per ottimizzare i tempi, è quella di percorrere i 1850 Km. che separano Bologna da Frederikshavn tutti in una tirata alternandoci alla guida dell'auto.
Rientrato in auto e ceduta la guida a Paolo, dopo qualche Km. il mio sguardo è attirato dal Basic, che non ha per motivi di spazio trasversale la valigia destra montata; avevamo infatti deciso che sarebbe stata l'unica stivata in auto mentre le altre erano fissate alle moto.
Non la vedo in abitacolo e son certo di non averla vista la sera prima in bagagliaio, infatti lì avevo messo tutto il mio di bagaglio; chiedo a Paolo dove ha messo la valigia destra del Basic e lui mi risponde di averla caricata o meglio son sicuro di aver preso tutto o … no !!! "E' rimasta in garage" sentenzia.
Gli chiedo cosa contenesse: set cucina ed altri effetti personali inoltre, non avendo un contenitore adeguato, abbiamo subito scartato l'idea di ricomprare tutto l'occorrente in Danimarca.
Uno sguardo di intesa e la decisione fulminea: usciamo alla prima  occasione, parcheggiamo il carrello e torniamo a Bologna  per riprendere il bagaglio. 
Maturiamo subito la convinzione che se il tempo non consentirà la partenza per come previsto sfrutteremo il giorno di riserva che ci eravamo dati.
Nel contempo raggiungiamo l'uscita di Egna-Ora ed al distribuitore carburanti Eni della frazione di La Villa chiediamo al titolare la possibilità di lasciare il carrello con sopra le 2 moto per circa 6/7 ore.
Sono esattamente le 9:45 quando la Golf imbocca di nuovo la A22 del Brennero direzione Modena e solo allora realizzo il rischio che sto correndo: un carrello con sopra le mie 2 belle moto  pronto da agganciare e portare via; il distributore infatti alle 13:30 chiude e riapre alle 15:30 e il tutto rimarrà incustodito;  il solo pensiero mi far star così male che fuggo dal pensarci cercando di ascoltare della musica; niente, il tarlo ormai sei era impossessato della mia mente. Sino le 14:25 quando eravamo di nuovo al cospetto delle moto il mio cuore è stato in sofferenza ed il timore è stato grande.
Le moto erano lì come le avevamo lasciate, incustodite ma semplicemente in attesa di essere da noi riprese: "Perdonatemi" dico alle mie moto carezzandole.
In precedenza alle 12:00 eravamo a San Lazzaro di Savena per caricare la valigia destra del Basic. Accumuliamo in totale 6 ore di ritardo, praticamente quasi tutto lo spazio temporale che ci erano presi come riserva per eventuali contrattempi  (traffico e/o accadimenti vari).
Il viaggio era appena iniziato ed avevamo già marcato un paio di autogol clamorosi; a pensare poi che ci ritenevamo ormai esperti e veterani …
Il resto della giornata è un susseguirsi di calcoli sull'orario effettivo presunto del ns. arrivo a FrederiKshavn. In Austria, precisamente al Fern-Pass, approfittiamo del prezzo "vantaggioso" del carburante per un bel pieno all'auto e sopratutto alle moto, sono le 17:30 e poco dopo imbocchiamo la Autostada 7 per Flensburg e quindi la Danimarca.
La giornata praticamente non termina, fedeli al ns. programma tiriamo avanti speranzosi che comunque il ritardo accumulato non alteri il programma; confidiamo infatti , aumentando l'andatura, di arrivare entro un orario consono per poter prendere comunque il traghetto preventivato.
La sera cala inesorabile sulla strada ed il buio nero di una notte senza luna accompagna la ns. andatura in una autostrada a tratti deserta.






Venerdì 30 maggio 2014 - Alcune soste per i cambi guida sono state eliminate, teniamo un ritmo alto per un'auto con carrello ma sempre nei limiti della sicurezza, almeno per quello che noi riteniamo fosse la ns. sicurezza.  Alle 3:15 siamo  ad Amburgo, tratto temuto perché sempre pieno di traffico, in quest'occasione il tunnel sotto il fiume Elba è quasi deserto ed il passaggio è pertanto facilitato; capiamo che con altre 6 ore circa di viaggio saremo a Frederikshavn in tempo per fare tutto il necessario e prendere il traghetto.
Intanto con Paolo alla guida provo a fare un pisolo; macché, non riesco a chiuder occhio, ho quasi il timore che se non sto attento alla strada possa succeder qualcosa, quasi un senso  di "sfiducia" nei confronti di Paolo che spero perdonerà questa mia confessione; insomma un brutto pensiero che scaccio via scherzando con l'amico alla guida.
Il mattino è sereno ed alle 8:00, in corrispondenza dell'ultima sosta eseguita a circa 150 km. dall'arrivo devo correre al bagno pubblico dell'area; chissà forse la tensione e lo stress della notte, forse il rilassamento per l'obiettivo parziale a portata di mano, insomma …
Alle 9:45 siamo all'ingresso del camping e dopo aver espletato tutte le operazioni di registrazione, pagato il compenso (500 Corone Danesi equivalenti a € 66,60), scaricato le moto, fatto la doccia, eseguita la vestizione, insomma tutto quanto necessario partiamo alle 12:45 per il ns. viaggio.
Paolo sono 2 anni che non guida più la Basic e l'approccio è quasi da incubo: "Non frena niente" esclama dal casco aperto quando l'affianco chiedendo cosa ci fosse che non andasse; ormai si è abituato alle moderne e riprendere subito confidenza con il 2 valvole non è stato facile, così mi ha poi confessato.
Facciamo un girello scaldaolio nei dintorni vista anche l'esigua distanza fra il campeggio ed il terminal del porto.
Alle 13:35 ci fanno imbarcare e puntuale alle 14:00 la nave salpa per la Svezia.
Il traghettamento è lento, infatti la grossa nave non è affatto veloce ed impiega più di 3 ore per un tratto di mare corto, ma questo è.
All'ingresso del porto di Goteborg transitiamo sotto un grande ponte e lambiamo la città per un bel tratto; il cielo è sereno e le operazioni di sbarco sono semplici e veloci.
Alle 17:30 inizia il ns. itinerario nella penisola scandinava e la destinazione pensata è un campeggio nei pressi di Vanersborg lungo la E45 in maniera che l'indomani mattina la  partenza per la prima tappa di risalita della Svezia sia propizia per fare parecchi Km.
All'Ursand Camping di Vanersborg, essendo venerdì sera, è praticamente quasi tutto pieno e la Hytter che troviamo non ha i servizi; pazienza del resto a noi piace anche la sistemazione spartana anche se onestamente almeno l'acqua corrente nella casetta in legno è sempre cosa gradita.
E' anche la prima sera in cui dovrò cucinare, attività questa a me riservata; me la cavo abbastanza a sentire Paolo che si complimenta per l'ottima pasta asciutta che preparo.
Serata tranquilla e coricamento a letto sul presto; la stanchezza accumulata dalla no-stop autostradale tedesca si fa sentire ed è bene profittare per un bel riposo vista anche la  giornata pensata che segue.
Ovviamente teniamo contatti con le rispettive famiglie e qualche sms agli amici e conoscenti più cari.
La tappa odierna in moto evidenzia una percorrenza di "soli" Km. 109.






Sabato 31 maggio 2014 - La pioggia, prevista a centro Svezia, non tarda a fare la sua comparsa lungo la ns. strada e poco dopo Oje il cielo sempre più scuro e minaccioso ci consiglia la vestizione adeguata che terremo tutto il giorno pur ricevendo dal cielo solo una leggera pioggerellina intorno a Mora e di relativamente breve durata, ovvero 2 ore circa.
La partenza,  come ns. solito di mattina presto, avviene alle ore 6:45 su una deserta E45.
Poco prima dell'abitato di Mora ovvero nelle immediate vicinanze della periferia sud della città, 3/4 auto ferme sulla destra a margine strada e qualche persona armata di macchina fotografica attira la ns. attenzione; non realizzo subito cosa ci fosse per concentrare tanta attenzione e mi fermo comunque.
Una rapida occhiata a 360° e sulla sinistra dietro a me a circa 100 metri un'alce femmina è ferma in posa; strano che un animale che scappa alla sola vista dell'uomo stia fermo a scrutare le ns. intenzioni.
Chissà forse è attirata da un qualcosa,  infatti china spesso il capo a terra ma dal ciglio stradale non riesco a vedere su cosa e quindi a spiegarmi cosa.
Cerco di non perdere l'attimo e svelto prendo la mia Lumix; riesco a scattare 4 foto ma solo una risulta "accettabile", le altre infatti mettono in risalto i limiti dello zoom della macchinetta. Pazienza mi dico, già il fatto di averla fotografata è un successo.
Nel frattempo le sparute persone son già ripartite e l'alce scappa nella limitrofa boscaglia.
La giornata prosegue con la tappa di trasferimento verso la E4 ovvero la strada costiera che corre lungo il Mar Baltico; è un tratto che io non ho mai percorso; Paolo mi ha rappresentato che ha il limite fissato a 110 Km/h  e permette una veloce risalita verso nord.
Inoltre la E45 era già stata teatro degli altri 2 precedenti itinerari scandinavi e vedere qualcosa di diverso, anche se solo in trasferimento, alimenta in me una certa curiosità.
All'altezza all'incirca di Tandsjoborg svoltiamo su una strada secondaria a destra in direzione Ljusdal e poi ancora verso Hudiksvall; lungo queste strade ci imbattiamo in qualche tratto sterrato talmente liscio e ben tenuto che all'inizio ho pensato ad un colore diverso dello strato bituminoso.
Una volta raggiunta la E4 la piccola cavalleria delle obso sfoggia il suo armamento e  con un passo decisamente più allegro arriviamo alla sera alle 19:00 in loc. Harnosand dove una Hytter completa di servizi ci accoglie.
Il ragazzo che gestisce il camping non è munito di pos e noi non abbiamo corone svedesi, accetta il pagamento in Euro e probabilmente profitta del cambio per "grattarci" qualcosa; pago € 64,00 e non riesco, malgrado un paio di tentativi, ad ottenere uno sconto, pazienza riproveremo più avanti.
Ci congratuliamo a vicenda dell'andatura tenuta e della regolarità del passo tenuto, Paolo è entusiasta della Basic e mi confida che è un gran piacere averla riscoperta; la percorrenza sale come se utilizzassimo moto moderne ovvero 733 Km. che portano il totale a 842 Km. dall'inizio del viaggio.  





Domenica 01 giugno 2014 - Appena passata Pitea, dove riforniamo di carburante le moto e profittiamo per una sosta pranzo, ed ancora poco più avanti Lulea, in attesa dell'incrocio con la E10 per Jokkmokk, intorno alle 14:00 in un tratto in discesa chiudo il gas del 100PD, devo rallentare perché davanti una fila di auto procedono ad andatura blanda; come 3 colpi di pistola sento distintamente questi rumori improvvisi provenire dalla parte anteriore del motore, la moto pur riaprendo gas si spegne e contrariamente ai  miei comandi si ammutolisce.
Di colpo un triste pensiero entra prepotente nella mia mente ed il timore, che sia la fine di tutto dopo solo 2 giorni, si appropria delle mie sensazioni.
Abbiamo parecchio materiale di scorta e realizzo che in questi casi è bene starsene tranquilli perché l'agitazione non risolve certo il problema.
La batteria è completamente scarica, non funziona il clacson e con i cavi di avviamento di emergenza riusciamo, tramite quella del Basic, a rimettere in monto Regina.
Serviranno vari tentativi fino a bruciare la parte più esile dei cavi stessi.
Riesco a percorrere altri 7/8 Km. ed in corrispondenza dell'atteso incrocio svoltando a sinistra la moto si ammutolisce di nuovo.
Stavolta la spia rossa sul quadro con la chiave posizionata in "On" non si accende, non c'è passaggio di corrente.
Riesco dopo circa un'oretta a mettermi in contatto con Alberto Palma (concessionario Bmw-Motorrad di Perugia) il quale, ascoltando le risposte che fornisco a sue precise domande, sentenzia che si è rotto il rotore e che devo provvedere a cambiare. Lui stesso mi ha prestato del materiale di ricambio e ricordo perfettamente l'operazione da fare.
Sul piazzale del distributore posto all'incrocio della E4 con la E10 il sole picchia forte ed il caldo fa la sua insolita comparsa; stimo in 25°C la temperatura e con la sola maglietta a maniche corte provvedo ad operare l'estrazione del rotore dopo aver asportato il carter, lo statore che fotografo per ricordare la posizione delle connessioni elettriche e fisso bene in testa di alzare le spazzole quando dovrò poi riposizionare il tutto.
Con l'estrattore in dotazione riesco facilmente ad asportare il rotore e sostituirlo e mentre mi rinfranco per l'esito dell'operazione il buio completo cala improvviso davanti.
Lo statore nella parte inferiore presenta una morsettiera grigia che è fessurata ed il filo di corrente che è connesso con il verde ovvero, la parte più a destra guardando frontalmente è staccato … panico; la fase di carica della corrente non è completa e quindi non so come fare, questo pezzo di ricambio non è nella dotazione di scorta.
Alberto Palma, sentito ulteriormente al telefono, mi dice di trovare un saldatore a stagno oppure un qualsiasi meccanico possa procedere a risaldare il filo e nel frattempo di continuare viaggiando con tutto spento onde non richiedere troppa corrente all'impianto.
Rimonto il tutto e con una soluzione empirica (nastro americano) cerco di fissare il filo elettrico al punto di saldatura ormai divelto; niente da fare, la lucina rossa sul quadro strumenti inesorabile mi accompagna sino a Jockfall dove ci fermiamo per la notte timorosi sulle sorti del viaggio.
Jockfall altro non è che un discreto campeggio sulla riva sinistra di un impetuoso torrente che proprio nelle vicinanze compie un salto in corrispondenza di un ponte stradale.
La portata d'acqua ed il rumore è notevole visto il poco dislivello del salto; avvicinandomi alla sponda rocciosa del torrente l'impeto dell'acqua è infatti forte; più  a valle, sino anche le 21:00, vedo ancora sparuti pescatori in attesa che qualche pesce abbocchi alle esche calate ripetutamente in acqua.
In precedenza avevamo oltrepassato il circolo polare artico che sulla 392 per Kittila (FIN) è segnalato con un piccolo globo metallico a bordo strada.
Un brutto pomeriggio che non mi vede mai sereno e "spensierato" come mio solito, un silenzio a cena irreale; una nube avvolge la mia mente ed il timore di non farcela inizia a farsi largo; Paolo sdrammatizza ma non mi convince affatto; il timore ormai si è impossessato come un demone della mia mente.
I vicini della Hytter sono 3 giovani ragazzi russi ai quali, durante la mia consueta passeggiata serale ed in corrispondenza del ponte sul Jockfall, racconto del problema che ha la mia 100PD.
Mi chiedono di vedere e prendono iniziativa; mi fanno capire di essere in grado di realizzare un ponte con un piccolo e sottile filo elettrico.
Accetto di buon grado e speranzoso o forse per meglio dire illuso che la soluzione sia la migliore mi compiaccio con Paolo e gli espongo il fatto.
In pochi minuti mettono in pratica quanto proposto e con mia soddisfazione la lucina rossa sul quadro strumenti è spenta e tutto sembra funzionare bene.
Non sono un esperto anzi su certe parti del motore (elettrica) son proprio un ignorante e l'illusione di aver in qualche modo risolto spazza via dubbi ed incertezze; è meglio pensare a questo e forse il mio involontario ed indirizzato convincimento che tutto si è risolto non  mi permette di valutare bene la situazione. Comunque c'è anche del positivo, la notte dormo e mi riposo.
Il guasto ha evidenziato circa 4 ore di fermo ma la giornata ha comunque segnato una percorrenza di 632 Km. il progressivo infatti sale a 1474 Km.




Lunedì 02 giugno 2014 - Ci sono giornate "maledette" dove tutto quello che fai è un continuo presentarsi di ulteriori problemi; in queste giornate ti chiedi cosa hai fatto  di così tanto male per meritarti tutto questo. 
La mattina, speranzoso che la riparazione dei ragazzi russi abbia effetto, parto prima dell'amico Paolo in maniera da testare l'effettivo spegnimento della lucina al quadro strumenti della fase di carica. Tutto a posto, pochi minuti dopo, in direzione Kittila, Paolo mi raggiunge e tutto sembra funzionare bene; la batteria durante i 70 Km. percorsi nel pomeriggio precedente dalla sostituzione del rotore a Jockfall, si è ricaricata a sufficienza per avere lo spunto necessario all'accensione e tutto funziona bene sino anche il clacson che squilla per la mia "felicità".
Niente da fare invece, alle porte di Kittila, dopo un centinaio di Km. dalla partenza, inesorabile la lucina maledetta torna a fare la sua comparsa sul quadro strumenti.
Realizzo subito che il filo posto in opera dai ragazzi russi è troppo esile e la corrente di passaggio lo ha bruciato.
Fortuna vuole che il tutto accada a pochi km. da Kittila dove raggiunto il distributore carburanti ho intenzione di chiedere dove possa essere nelle vicinanze un'autofficina che potesse saldare a stagno il filo staccato.
Sul display del cellulare ho già la richiesta scritta in norvegese, in svedese ed in finlandese che la sera prima Marinella mi ha inviato via sms.
Non faccio in tempo a posizionare la moto sul laterale che Paolo richiama la mia attenzione  lamentando il fatto di aver perso parte del bagaglio: il mio sacchetto Ortlieb con all'interno tutto l'occorrente per la notte !!! (sacco letto, lenzuolo, lenzuolo isolante da interporre fra il sacco ed il letto della Hytter, ciabatte doccia, ciabatte per la Hytter ed forse il pigiama).
La mia reazione è neutra, in testa ho altro a cui pensare ed il fatto non mi scompone assolutamente più di quanto non lo sia.
Ormai la convinzione che qualcosa di negativo si sia impossessato del ns. viaggio è sempre più penetrante e quest'ultimo episodio, preso con pacata rassegnazione, testimonia che il mio carattere sta mutando; non riesco più neanche ad arrabbiarmi tanto sono in balia degli eventi; non so più bene cosa stia facendo, devo concentrarmi non poco per capire.
Paolo si propone subito per andare a cercare un negozio nella cittadina per poter riparare al fatto mentre io trovo, dopo poche centinaie di metri un gommista tuttofare che risponde positivamente al mio appello.
Smonto il carter (ormai esperto) in un baleno ed il tizio porta verso la moto prolunga cavo corrente, saldatore elettrico, rocchetto filo di stagno, pinze piccole ed un puntale per star fermo il filo.
Prima che inizi l'operazione chiedo a gesti se è bene staccare il negativo della batteria; mi fa intendere che non è necessario ma io per non sapere ne leggere e scrivere mi adopero affinchè il morsetto sia scollegato.
Pochi minuti e la moto è finalmente a posto con lo sviluppo della sua fase di corrente ottimale e finalmente un "sorriso" accompagna la soluzione al problema; contestualmente mi sento improvvisamente forte ed invincibile, una sensazione di onnipotenza che mai mi era successo provare.
Solo con il senno del poi realizzo che invece probabilmente la paura ormai si è impossessata di me e non ho più certezze. La mia è solo una reazione a quello che il cuore e la mente non vuol bene esaminare e che rifiuta solo specchiare.
Paolo non trova niente ma ci convinciamo che 150 Km. più a nord la cittadina di Inari potrebbe presentare un'attività che abbia in vendita quanto ci serve.
L'itinerario studiato l'inverno appena trascorso ha una lunga e bella sterrata da far scorrere sotto le ruote delle moto.
La moto funziona alla grande e finalmente calando la tensione mi sciolgo un po'.
Riprese filmate, passaggi ripetuti, foto … insomma un paio di ore di assoluta goduria motociclistica con un cielo sempre sereno ed una temperatura ottimale.
Le fermate e le soste sono frequenti e nel corso dell'ultima inizio a non trovare bene il folle del cambio, tiro la frizione ma il cambio duro non risponde bene alla sollecitazione del mio piede sinistro.
Lo annuncio a Paolo e una volta ripartiti, avendo già capito cosa potesse essere, cambio il meno possibile e sopratutto inserisco la quarta e quinta marcia senza tirare la frizione.
Arriviamo ad Inari a metà giornata e davanti al supermercato la leva della frizione inizia  a farsi più dura, uno presagio di rottura avvolge la mia mente … terza tirata e track, il presagio diviene realtà: la corda si rompe e rimango senza la frizione.
Scendo dalla moto come un pugile suonato, non so più neanche io a che Santi votarmi: non abbiamo nei ricambi la corda frizione pur avendo 2 moto che praticamente hanno la stessa ricambistica.
Un autogol clamoroso … solo ora mi viene in mente il fatto di non aver pensato ad una corda di ricambio della frizione, una del gas ed una dello starter.
Mortificato chiedo ad un robusto signore che li vicino sta gustando un gelato se sa indicarmi un meccanico richiamando la sua attenzione sulla leva ormai con la corsa sfrenata.
Mi dice che occorre arrivare ad Ivalo, posta a 40 km. più a Sud-Est; alla mia reazione facciale di delusione, dopo aver consultato un anziano signore che stava uscendo dal supermarket, mi propone di seguirlo.
Provo  a mettere in moto a spinta ma la moto pesante e goffa di bagaglio non aiuta certo il salto sulla sella allora metto la terza marcia ed accendo con la chiave, qualche sussulto e la moto si avvia, inserisco solo la quarta e scalo in terza una volta arrivati in un luogo incredibile, un luogo che da solo mai avrei trovato.
Subito fuori la cittadina in direzione Ivalo svoltiamo a destra e percorriamo un centinaio di metri nella boscaglia, improvvisa una radura si para davanti con 3 distinti tendoni che proteggono, stivate alla rinfusa: barche, motoslitte, elettrodomestici, auto, ruspe e trattori ed addirittura attrezzi da palestra della Tecnogym …
"Dove mi ha portato questo qua" mi chiedo; non uno straccio di officina, solo qualche capanno chiuso e cumuli di materiali di risulta che in Italia sarebbero fonte di grossi guai per reati ambientali.
"T Linna" urla il tale; dall'interno di un escavatore malmesso esce un tizio, è biondino giovane e con gli occhiali; stimo sui 35/40 anni e mi sembra molto sveglio rispetto al compare che nel frattempo aveva finito il cono gelato.
Parlano fra loro un'incomprensibile lingua, presumo finlandese, e dopo poco il biondino mi chiede  in inglese di poter verde il tutto senza il paramano.
Smonta il tutto tira via la corda dalla sede, guarda attentamente e riunisce bene con le dita le due sezioni del filo tranciato all'altezza del fermo; sparisce un 10 minuti all'interno di un capanno. Sono attimi interminabili anche perché non realizzo subito che intenzioni abbia.
Ritorna con in mano un fermo corda color ottone ma potrebbe essere rame che ha un forellino, fa passare la corda sul forellino e con le pinze da faston schiaccia il tutto in tre diverse posizioni.
Si dimentica però del registro che nel frattempo mi è rimasto in mano e la testa del fermo non passa sul foro del registro.
Chiedo se è possibile ripetere l'operazione ma lui mi dice, sempre in inglese, che di quel fermo corda ne aveva solo uno ovvero quello che ha utilizzato; non demorde e con una lima consuma piano piano e lievemente il materiale sino anche non entra nel registro; lo avvitiamo a zero al blocchetto della manopola e malgrado questo la lunghezza della corda non consente il minimo gioco, è rimasta corta e probabilmente a livello impercettibile non stacca del tutto. 
La soluzione adottata non può essere garanzia di corretto funzionamento e difatti T Linna, questo il nome del biondino meccanico tuttofare, mi spiega in inglese che è bene tirare la frizione solo per partire e fermarsi e quindi salire e scendere le marce senza mai tirare la corda !!! Gli chiediamo se è possibile per lui reperire o meglio indirizzarci ad un centro che abbia dei cavi in acciaio.
T Linna ci spiega che è in grado di avere entro pochi giorni 2/3 la corda nuova della frizione se presente al Bmw Service di Helsinki.
Inizia a fare delle varie telefonate e rimaniamo che l'indomani mattina alle 10:00 lui è in grado di dirci qualcosa di più preciso.
Travolto dagli eventi, sicuro ormai che il viaggio abbia preso una piega buia e negativa visti i continui  e fitti problemi che ogni giorno si presentano alloggiamo alle 15:00 al vicino campeggio che dista solo 1 Km. dall'area T Linna.
Prendiamo una Hytter spaziosa per 2 notti e chiediamo al ragazzo della reception che l'eventuale necessità per la terza notte avendo la moto guasta sarà comunicata l'indomani. 
Provvedo subito davanti alla Hytter alla registrazione del gioco della corda frizione svitando prima il dado del fermo e poi la piccola vite di regolazione all'ingresso del meccanismo sul cambio: un giro e mezzo e la leva acquisisce il gioco necessario allo stacco completo; a questo punto il problema è solo l'eventuale tenuta del capo corda che T Linna ha fissato; ha quindi inizio il pomeriggio, la serata e la notte più brutta della mia attività mototuristica. Solo la notizia della morte di Giorgio trova, nella scala del dispiacere una posizione più elevata.
Il buio completo si impossessa della mia mente e dei miei pensieri, uno stato d'animo frustrato dalla sconfitta che si para davanti come una montagna insormontabile, invalicabile; vedo solo una strada irta, brutta e piena di trappole e pericoli.
L'amaro sapore dell'obiettivo che si allontana di colpo, in maniera forse definitiva, dopo che precedenti eventi ne avevamo rallentato il raggiungimento; una corsa senza risultato.
Una ferita lacerante che colpisce il cuore e la mente "cattiva" come non mai che continua a martellare, a sentenziare, a mettere il dito nella piaga: "Come è stato possibile non pensare a portare via uno stupido cavo frizione con 2 moto anziane ?" 
Ulteriore aggravante è che hanno ricambistica uguale !
I miei pensieri sono un martello pneumatico: vorrei essere a casa dai miei cari, vorrei che questa cosa non sia mai esistita, vorrei che Regina sparisca, vorrei ... non so cosa vorrei … la mia debolezza ed i miei limiti si mostrano inesorabili e mi sento in balia di tutto; nel contempo una convinzione: il viaggio termina ad Inari.
Non ricordo molto di più in quel primo pomeriggio su fatti ed accadimenti esterni alla mia persona, ne tantomeno ricordo bene le parole di Paolo che comunque mi sembra non abbia mai spinto a farmi fare qualcosa di diverso da quanto volessi, anzi a dire tutto il vero mi sembra che per lui qualsiasi cosa avessi deciso fare sarebbe andata bene.
Ricordo invece bene un 3/4 sms che annunciavano la sconfitta agli amici più cari ed una telefonata di rassegnazione a Marinella.
Mia moglie e mia figlia Giulia è solo tutto quello che avrei voluto con me; del resto non mi importa più niente.
Non nascondo neanche che ho pensato di vendere Regina se fossi riuscito a riportarla a casa, in un certo senso l'ho tradita; proprio io che non mi sarei mai perdonato una cosa simile. Credo sia stato il punto più basso provato e toccato in fondo al buio completo di una mente ormai non più capace di ragionare razionalmente.
La paura di non riuscire a fare la cosa pensata, studiata, voluta, cercata e sognata da quasi  2 anni con la consapevolezza che non ci sarebbe stata altra occasione: il ns. viaggio "only return" che fallisce senza quasi essere iniziato ...
Nel frattempo solidarietà ed incoraggiamenti seguono i trilli del telefonino che annunciano sms di risposta: Batty che si dice pronto a spedire un cavo frizione direttamente dall'Italia; Romualdo che mi incoraggia ed anzi esalta il tentativo intrapreso.
Marinella, la mia splendida moglie Marinella che successivamente con una apposita telefonata mi fa intendere che è necessario tornare presto in me stesso, di esaminare bene la situazione, di tornare ad essere un calcolatore come lo sono al lavoro, di ritrovare al più presto la volontà di perseguire un obiettivo malgrado tutto e tutti, di gettare il cuore oltre l'ostacolo, di ritrovare il vero Oscar.
Isolandomi o per meglio dire illudendomi di isolarmi dal contesto eseguo un controllo ed un rabboco di olio motore aiutato dall'Amico Paolo al quale una volta terminate le operazioni  chiedo ausilio per esaminare bene il da farsi e decidere sulle varie situazioni che potrebbero presentarsi.
Il tempo, pur lento, scorre e sono esattamente le 22:05 quando un sms di T Linna mi chiede dove sono alloggiato; pochi minuti dopo aver risposto una VW Passat è davanti la Hytter; T Linna vuole verificare bene di persona il numero del telaio per procedere all'ordine per non sbagliare ma mi fa intendere che difficilmente il cavo frizione è disponibile in Finlandia, forse qualcosa in Svezia; mi conferma che l'indomani alle 10:00 sarà più preciso.
Nell'occasione un'altra piccola tegola ci cade in testa: rimaniamo chiusi fuori dalla Hytter con la chiave ben posta sul tavolo all'interno. Io son vestito ma Paolo è in calzoncini corti, ciabatte e magliettina, la serata non è freddissima ma neanche calda.
Alla recepition tutto chiuso e solo un cellulare; dopo mezz'ora un ragazzo assonnato ci consegna una seconda chiave ed intuisco che ci manda a quel paese senza passare dal via.
La notte i tristi e deludenti pensieri non mi consentono di chiudere occhio: "Giorgio perché non vuoi che venga a trovarti, Giorgio perché consenti tutto questo, Giorgio perché mi succede di tutto che rallenta il viaggio verso quell'immagine che so non trovare perché rimossa dalla verniciatura della balaustra". "Giorgio perché devo soffrire così e perché la ns. Regina è di colpo diventata fragile".
Domande che non trovano risposta ma pian piano mi sembra di riuscire a tranquillizzarmi;  realizzo finalmente che in fondo il mio è un problema di poco valore al cospetto di altre drammatiche ed irrisolvibili questioni.
In fondo poi con me stesso forse è il caso di essere più indulgenti e tolleranti.
L'agitata giornata segna una percorrenza di soli 394 determinando quindi un parziale dall'inizio del viaggio in moto pari a Km. 1868.





Martedì 03 giugno 2014 (mattina) - Arriva, dopo una interminabile notte di giri e rigiri sul letto (lenzuolo attorcigliato alle gambe che praticamente mi sono trovato legato) la mattina seguente.
Colazione solita e molto tempo a disposizione per sbrigare tutte le cose che normalmente io e Paolo riusciamo a fare in meno di un'ora.
In attesa delle 10:00 mi consulto con Alberto Palma che mi conferma quello che pensavo: la corda in acciaio della frizione originale ha una testina che viene prima schiacciata al filo di acciaio e poi saldata a stagno ovviamente con apposito macchinario.
Bene è quello che chiederò di fare a T Linna; rappresento tutto a Paolo compresa la decisione maturata: si prosegue verso Nordkapp, saltiamo solo la parte della Lapponia posta a Nord-Est della Norvegia in quanto zona a bassissima densità abitativa e quindi di improbabile presenza di aiuti per eventuali e malaugurate necessità alle moto.
Paolo condivide e quindi l'itinerario ha una modifica significativa, abbandoniamo i primi 2 obiettivi, ovvero Grense Jakobselv e Gamvik ed invece che svoltare a destra per la già percorsa 971 (Inari-Neiden) una volta superato l'insediamento urbano di Inari tiriamo dritto sino ad incrociare la E6 nei pressi di Karasjok tramite la strada 92.
"E' questo quello che ti volevo sentir dire" questa la risposta incoraggiante di Marinella alla mia comunicazione circa la decisione presa.
Le dico anche che sarà l'ultimo viaggio senza di lei perché se mai dovesse succederci qualcosa dovremo essere assieme come assieme siamo sulla strada della vita, quella che abbiamo scelto.
Alle 10:00 T Linna ci conferma quanto preannunciato, il cavo in Finlandia non c'è, ve ne sono 2 pezzi a Stoccolma ma sino a domani non possono essere spediti e comunque occorrono 3 giorni per arrivare ad Inari.
Rinunciamo all'ordinazione e rappresentiamo la riparazione del filo, per come ho io intenzione fare. T Linna ha un impegno precedentemente preso e il tutto è posticipato alle 12:00.
A mezzogiorno puntuali, dopo aver mangiato una buona pasta asciutta, siamo di nuovo all'area T Linna; 10 minuti e tutto è eseguito magistralmente; un'ottima saldatura con lo stagno consente, ancora oggi che scrivo, l'azionamento della leva frizione. Lasciato il compenso richiesto mi sorprende la frase che mi pronuncia: "I'm very happy" è molto felice del denaro che gli ho lasciato (€ 50,00 comprensivi di un pacchetto con n. 2 corde di acciaio sez. 1,2 mm per m 2,00 e vari capicorda a vite; sono le più consistenti che è riuscito a trovare) e si apre di getto: è stato in Italia una sola volta a "Milan; 3 day sul lago di Carda and Juliett and Romeo ed one day in Venice".
Una calorosa stretta di mano ed un saluto con il pollice alto accompagna alle spalle l'area T Linna; la strada mi e ci aspetta e stavolta a costo di portare la moto a spalla la destinazione unica ed indiscutibile è CapoNord.
Resta solo segnalare la sosta all'alimentari di Inari per le provviste della notte (capirete successivamente il perché)  e la fermata al distributore carburanti per riempire i serbatoi  visto il prezzo favorevole del carburante rispetto la Norvegia. 

    




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