San Leo (RN) - Maggio 2015

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sabato 30 gennaio 2016

Marche da scoprire




La Regione Marche per noi umbri rappresenta da sempre il mare; infatti la sua litoranea centrale, più precisamente da Fano a Senigallia, è meta delle domeniche estive balneari della maggior parte dei nostri corregionali.
La via maestra è la Flaminia che da Roma porta a Fano e che appunto solcando la parte Est dell'Umbria consente un rapido accesso alle spiagge marchigiane dell'Adriatico.
La Motogita odierna, pur non riuscendo a sottrarsi al richiamo della costa, è però principalmente indirizzata più all'interno, alla ricerca di Borghi e Castelli non conosciutissimi alla massa ma comunque di un certo interesse.
Il clima non è proprio caratteristico di Gennaio; solo il cielo che presenta una spessa velatura grigia tipica del periodo, per il resto infatti la temperatura è abbondantemente sopra la media, specie in questi giorni "della merla" che tradizionalmente dovrebbero essere i più freddi dell'inverno.

Buon per noi che troviamo solo della nebbia nelle alture prima della città di  Gubbio, oltrepassata la quale il cielo si apre ed il sereno pian piano appare sulla scena man mano che ci avviciniamo alla costa.

L'interesse inizia a San Lorenzo in Campo che presenta un gradevole centro storico accessibile anche tramite una scalinata.



Una rapida visita al piccolo borgo antico ci fa prendere contatto con l'architettura "severa" del Palazzo Della Rovere che ritroveremo in espressione ancora più prorompente più in avanti.




La sosta all'interno del piccolo vecchio insediamento è piacevole e ci accompagna il silenzio dell'unica persona anziana che incontriamo.


Fotografia marchetourismnetwork.net


Dopo aver scattato qualche foto riprendiamo il ns. percorso per raggiungere la meta principale: Mondavio.




La splendida Rocca Roveresca si erge frontale al centro storico a protezione dell'abitato più antico dell'insediamento urbano; già in lontananza è ben visibile l'imponenza della fortificazione rinascimentale voluta da Giovanni Della Rovere, Signore di Senigallia, assieme ad altre costruzioni militari dell'epoca rinascimentale quali Cagli, Cantiano, Frontone ed altre ancora.




Parcheggiamo la moto e ci apprestiamo alla vista della Rocca con il suo prorompente Mastio che si erge con le sue otto pareti dagli spigoli taglienti che esaltano l'effetto elicoidale di innalzamento.
Al Mastio stesso è unito un camminamento protetto da un Torrino di guardia ed un successivo Rivellino d'ingresso semicircolare particolare e che guarda a Nord Est verso Orciano.




All'interno la struttura difensiva si sviluppa su 5 differenti livelli raggiungibili tramite una stretta scalinata che risale tutta la struttura sino al bellissimo sottotetto che accoglie un piccolo museo di armi ed abiti da guerra dell'epoca. 

Le aperture del quinto livello mostrano in basso il borgo antico ma sopratutto la dominanza della struttura sulle valli del Metauro e del Cesano che scorrono ai fianchi della collina su cui insiste la Rocca. 

Nel fossato di difesa sono posate in bella vista macchine da assedio dell'epoca che fanno subito capire l'enorme sforzo fisico cui erano sottoposti i soldati di allora.




Proseguiamo camminando lungo il giro di ronda delle mura di difesa, oggi riconvertito ad un normale accesso pedonale che consente raggiungere strutture ricettive varie e/o abitazioni private.

Concludiamo la visita a Mondavio passeggiando sui giardini dove un imponente cedro del libano la fa da padrone e comunque non prima di visitare la Chiesa di San Francesco con il relativo chiosco.




Inizia ad avvicinarsi l'ora del pranzo ed il richiamo del mare, come appunto dicevo all'inizio, non tarda arrivare; è la vicina ed assolata Marotta che ci accoglie con le sua spiagge a metà fra sabbia e sasso.




Dopo aver consumato un pasto a base di pesce passeggiamo lungo il bagno ed asciuga della riva e ci promettiamo altre gite nella Regione Marche che ha tanto da offrire e, per noi, tanto da scoprire.

Il cielo, nel frattempo, ritorna grigio ed una leggera velatura nuvolosa ci riaccompagna lungo la via del ritorno a casa; la strada scelta transita vicino ad altri Borghi meritevoli di sosta ma le poche ore di luce che abbiamo ancora davanti ci fanno desistere.

Non ci perdiamo però una piccola chicca sconosciuta ai più: Piticchio, posto su un'altura frontale alla più conosciuta Arcevia, presenta una cinta muraria ben conservata con un giro di ronda interamente percorribile; particolare e bellissima è la larga arcata di accesso al borgo e la successiva torre d'ingresso.





Riprendiamo infine la via del ritorno per l'ultimo tratto di strada che ci riconduce a casa, consapevoli e soddisfatti di esserci regalati una bella giornata di sano mototurismo.




Oscar e Marinella


  


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