San Leo (RN) - Maggio 2015

San Leo (RN) - Maggio 2015

domenica 29 aprile 2012

Garfagnana e dintorni




Drinn … la sveglia, puntata alle ore 6:00, non fa in tempo a suonare il secondo allarme, la mia mano infatti ha già azionato il pulsante off; così inizia quest’altra avventura motociclistica. 

La moto è carica, tutti i consueti preparativi, ormai rituali, sono stati preparati il giorno prima; manca soltanto un buon caffè che rimarchi l’atteso risveglio oltre ovviamente la vestizione.
Alle 7:00 siamo già in strada, Amelia ha pochi Km. alle spalle e necessità di una bella sgroppata; azioniamo gli interfoni ed iniziamo il trasferimento verso Rocobilaccio.
La meta iniziale è infatti il Santuario di Boccadirio interposto fra la A1 e Castiglione dei Pepoli.

La prima sosta è avvenuta in autogrill nel Valdarno; ci ha visto sfiorare qualche goccia d’acqua.
Il Santuario è incastonato nel bosco e le pendici dei rilievi lo riparano dai venti che soffiano da nord; inizia qua la ns. rassegna fotografica.
Il cielo ad ovest dove siamo diretti, marca due situazioni contrastati, sereno e ventoso sul versante emiliano, nuvoloso ma in dissolvimento su quello toscano.

Riprendiamo la strada verso ovest, siamo destinati in Garfagnana ma vogliamo entrarci da nord; quindi scorriamo in sequenza i Laghi di Brasimone e Suviana (vedremo un’infinità di centrali idroelettriche) ed all’altezza di Badi ci teniamo a nord-ovest per imboccare la fascinosa Strada Provinciale 632 sino a San Marcello Pistoiese.
Qua inizia l’ascesa per il passo dell’Abetone, rinomata stazione sciistica Toscana, la strada è bagnata, ha piovuto da pochissimo ma il cielo si apre al sereno, i venti provenienti da nord-est stanno rapidamente cambiando il meteo per i prossimi giorni.
All’Abetone nulla di particolare interessante se non che la località deve il suo nome al fatto che lungo la strada in prossimità della curva stretta di valico era piantato un abete gigante.

Scendiamo sino quasi a Pievepelago, prima del paese la svolta  a sinistra verso il Passo delle Radici: questa è la nostra porta per la Garfagnana.
Brevissima sosta lungo la strada per gustare un genuino panino confezionato dalle sapienti mani di Marinella e poco dopo l’ora di pranzo siamo al passo per il caffè.
Prima però ci concediamo una breve visita a San Pellegrino in Alpe, un paesino da cartolina con la vallata frontale solcata dal torrente Castiglione che ne amplia la sperduta posizione.

Consumato il caffè all’interno del bar ristorante al passo ci incuriosisce una sterrata; quella che da Foce di Terrarossa risale sino ai margini dell’Orecchiella.
Mi dicono al bar che la strada è fattibile ma è molto piovuto ed addirittura salendo la stessa di quota potrebbe esserci neve.
Niente placet di Marinella ma i propositi sterrati non sono certo terminati. Allora viriamo a valle ed all’interno del paese di Sassorosso la disfatta ! Un tale incontrato lungo la strada mi dice, scuotendo la testa, di non portare la moto a rovinare sulla strada sterrata, che è troppo bella; faccio l’occhiolino ma la sua presumibile moglie cala l’asso: “Stì mariti e nun ci pensan mai a noi donne !!!”
Non do neanche il tempo a Marinella di dire qualcosa che lancio l’idea di visitare il paesino.

Dopo aver fotografato lo stupendo borgo scendiamo alla meta del ns. soggiorno: Castelnuovo di Garfagnana, Albergo Il Carlino, segnalato dell’amico Romualdo.
Lo consiglio per l’ospitalità, la disponibilità e non ultimo il trattamento economico; visti i tempi !
E’ presto e quindi come da programma dopo aver visto dove è posizionato l’albergo iniziamo la prima di due escursioni mirate già in fase di preparazione del viaggio:
Passo del Vestito con sosta alla fantastica Isola Santa, borgo da fiaba che baciato dal sole ardente in un cielo sereno, ci ammalia a non finire.
Su al passo all’uscita dalla galleria sotto di noi le cave di marmo; il bianco di Carrara abita quì ed all’orizzonte la stretta fascia dell’irto rilievo non evita la vista del mar Ligure. Impressionante le dimensioni dei blocchi di marmo che vengono tagliati precisi come sotto una affettatrice.

Torniamo indietro e in prossimità di Castelnuovo svoltiamo a sinistra direzione Aulla; la nostra meta è il lago di Vagli che visitammo tanti ani addietro quando eravamo ancora fidanzati; all’altezza di Camporgiano giriamo a sinistra e ben presto arriviamo a Vagli di Sotto; ovvia sosta e visita accurata al paese, caratteristiche le stradine corte ma ripide che salgono sino alla piazza principale, spesso anche costituite da scale, il reticolato delle viuzze è completato da passaggi di collegamento concentrici.
Un buon decaffeinato pomeridiano e via saliamo a Vagli di Sopra che offre, solo dopo la chiesa, una discreta vista al lago dall’alto.

Si accende improvvisa ed irrazionale una idea: inutile ripercorrere la strada solita, qua non siamo in alta montagna e dico a Marinella che qualche altra strada che riporti sulla statale dovrà pur esserci, consulto la mappa ma non vedo niente ed allora chiedo davanti al barretto del piccolo centro la possibilità di arrivare ad una frazione (Roggio senza tornare indietro) due ragazzi quasi si mettono a ridere e mi ripetono grosso modo le solite cose; c’è una sterrata, ma è piovuto molto e sicuramente sarà tutta ruscellata dall’acqua, è piovuto una settimana intera quà. Marinella coglie la palla al balzo e mi dice perentoria: “Ma lo senti ? Perché vuoi insistere ?”
“Se non è fattibile giriamo e torniamo dietro”, rispondo deciso; i ragazzi restano in silenzio e si guardano incuriositi.

Dopo la cortissima discesa a centro paese tiro dritto direzione Roggio, incontriamo una signora e Marinella vuole sentire anche lei; “Ma cosa vuoi che ne sappia questa che è anche anziana”; insomma mi fermo, sapete le donne … risposta dell’anziana a ma arzilla signora: “Certo che ce la fa una moto come la sua, altrimenti cosa l’ha comprata a fare !!!”

Incasso il via libera inaspettato ed imbocchiamo la strada sterrata che si presenta non lunghissima ma dei tratti son veramente impegnativi dal fango e dal ruscellamento dell’acqua che ha scavato solchi profondi anche 10/20 cm. il problema maggiore è nelle curve in corrispondenza del cambio di pendenza del monte, infatti il ristagno dell’acqua ha creato la classica pozzanghera da prender piena ed in tiro se si è da soli ma da cercare di evitare a margine del bosco, verso monte se si è in due e soprattutto carichi.
Amelia però comprese le valigie è troppo larga e qualche volta siamo dovuti entrare nelle pozze, con piena soddisfazione nel mio stivale sinistro nel frattempo divenuto color marrone.

Raggiunto il paese di Roggio e sino all’albergo non perdiamo di centrare, ad andatura lenta, tutte le pozzanghere di acqua “pulità” in modo da presentarci un po’ dignitosi al ns. arrivo.
Riusciamo a portare le valigie inzaccherate in camera, faranno successivamente una doccia con me. 

La serata si chiude con una gran bella minestra di farro e delle squisite salcicce alla griglia contornate da patate, di dolce gustiamo un croccantino di budino al cioccolato; a tavola inoltre la mia promessa a Marinella di alt agli sterrati almeno per questa gita.
Visita serale al centro di Castelnuovo Garfagnana e poi a nanna: il giorno seguente abbiamo in programma un bel percorso.

Il secondo giorno lo dedichiamo interamente al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano;  saliamo subito in loc. Pieve Fosciana dove un lavaggio rende Amelia più pulita e lungo la strada ammiriamo Castiglione di Garfagnana, bellissimo borgo intravisto dall’alto il giorno antecedente scendendo dalle Radici.

La direzione che prendiamo è per il Passo Pradarena e la strada, minuziosamente scelta in precedenza, transita via Corfino e soprattutto per lo splendido e fiabesco spiazzo di Pania di Corfino dove ci regaliamo una sosta nel silenzio assoluto, siamo infatti soli.
Riprendiamo l’ascesa continuando per Sillano e poi ancora Capanne di Sillano attraversando una boscaglia fitta ma che in  qualche punto regala viste stupende.
Al passo troviamo solo 20 cm. di neve a bordo strada, continuiamo e poco dopo Ospitaletto svoltiamo a sinistra via Vaglie per risbucare a Collagna; da qua l’ascesa dal lato emiliano del passo del Cerreto che ripeteremo nel pomeriggio a completamento di un anello.
Al bar ci concediamo un caffè e dopo esserci sgranchiti le gambe riprendiamo la via scendendo sino a Fivizzano al cui interno svoltiamo a destra per Licciana Nardi. 
Raggiunta la località dirigiamo Amelia a destra direzione nord verso il Passo del Lagastrello che superiamo di slancio.

E’ ora di pranzo ed occorre decidere se continuare ad avanzare a zig-zag per la cresta appenninica (Passo del Cirone) oppure cercare una variante che ci riconduca al Cerreto senza riscendere molto a valle; lo stabiliamo al tavolo della locanda  La Montanara sita in loc. Miscoso (RE) dove la titolare ci consiglia di arrivare sino a Succiso e continuare valicando il monte, che ci indica da una delle finestre del locale.

Miglior consiglio non poteva certo capitarci ed il Passo Scalucchia, sconosciuto ai più, regala uno dei tratti di strade montane fra le più belle percorse.
La strada stretta ma dal fondo perfetto ci riconduce a Collagna dove tramite il Passo Cerreto riscendiamo sino a Castelnuovo di Garfagnana.

La nostra due giorni si conclude praticamente quà, infatti la mattina del terzo giorno è utilizzata  per il rientro a casa che vede una sosta al famoso ponte del Diavolo di Borgo a Mozzano, alle porte di Lucca, ed una visita a casa dei conoscenti di antica data, dirimpettai di dove ha abitato Marinella per circa 20 anni; Franco (livornese doc) e Teresa.


lunedì 23 aprile 2012

4 Amici sul Delta


Altra bellissima puntata del ns. girellare in moto; oggi siamo ospiti, nella loro dimora marina, di Paolo e Giovanna per un girello motociclistico ideato dal padrone di casa.
Arriviamo, come ormai solito, la sera prima in un pomeriggio assolato: 4 passi in riva al mare scandiscono l’inizio del comune fine settimana.

Cena, come di consuetudine di alto livello quantitativo e qualitativo e le immancabili 4 chiacchiere fanno volare il tempo come mai; stavolta, però malgrado siano alle porte i desideri norvegesi dell’amico Paolo, ci soffermiano sulle moto, specie le “anziane”.

Risveglio mattutino con cielo nuvoloso che non promette niente di buono; indossiamo infatti l’antipioggia a protezione di qualche gocciolina birichina; alle 8:45 siamo in sella pronti a partire.

La prima fermata è il canale con connesso traghettino, dove Paolo fotografa tutte le sue moto nuove; sito già teatro di una sosta assieme a Giorgio per fotografare gli aironi; tante le volte che abbiamo parlato del nostro amico comune.

Proseguiamo per Comacchio e Mesola, lasciamo quindi la Romagna per entrare nel Veneto e quindi in pieno Delta del Po.
Porto Tolle ed ancora sino a Scardovari, arriviamo sino alla punta della terraferma in prossimità della bocca del Po per poi riscendere verso sud-ovest la sacca dell’omonima frazione Rovigiana.
Qualche sosta, qualche scatto ed il cielo che nel frattempo si è fatto sereno ci mostra le bellezze dell'orizzonte;  nel frattempo si alza un vento di una certa intensità ed è proprio grazie ad esso se le nuvole scorrono veloci verso nord-est.

Arriviamo a fine mattinata alla bocca del Po di Goro, più precisamente a Bacucco dove il  già provato ristorante "Il Faro", soddisfa la ns. poca fame, del resto con un trattamento in MP dai Bonazzi si stà bene per 4 giorni minimo.

Ed allora un bell’antipastino seguito da un delizioso spaghettino alle vongole per tutti  4 è sufficente per farci desistere da tentazioni di grigliate, fritture e quant’altro.

Si riparte poco dopo mangiato, del resto è domenica, dobbiamo rientrare nella ns. Perugia.

Fermata doverosa a Marina Romea a casa Bonazzi per i saluti/ringraziamenti e per riprendere il poco bagaglio portato.
4 abbracci e via a sud per un breve tratto di Romea e poi la sempre sconnessa E45 sin giù a casa.

Sempre bello rivedere gli Amici e sempre bello è stare assieme a loro.




domenica 25 marzo 2012

Alp_Tribute 2012

 

"Tutto deriva da questa emozione che scoppia dentro ogni qual volta si inserisce la chiave nel quadro, si preme lo start e via........la strada ci accoglie"  (Alp_3225)


Giro la chiave del quadro di Regina dopo essermi assicurato di aver tirato bene la frizione, la spia verde del folle compare sul cruscotto,  un istante ed il pollice destro cerca il minuscolo pulsantino rosso dell’accensione.

E’ tutto a posto Giorgio, possiamo mettere in moto; in me ormai è ben radicata la sensazione di non essere solo: possiamo partire di nuovo, ancora una volta Giorgio.

Regina non tradisce e lo stridio del motorino di avviamento ben presto lascia la scena al poderoso boxer che, con l’aria tirata, ha il tono della voce leggermente sopra le righe quasi a voler rimarcare ancora di più la sua vitalità.
Qualche secondo e la leva dello starter è spostata a metà corsa, il canto si fa più pacato e ben più godibile; i rubinetti della benzina sono ancora chiusi, li apro e mi riposiziono dritto sulla sella; ora invece il momento che riserva sempre il timore di grattare; dobbiamo inserire la prima marcia: innesto perfetto Giorgio, la spia verde del cruscotto svanisce, lasciamo adagio la frizione e la moto si avvia … sulla strada della vita.

Siamo gli ultimi  a lasciare l’Hotel, la ns. direzione è in senso opposto a tutto il resto della compagnia; davanti le moto seguono itinerari diversi verso le rispettive mete; dietro invece il ricordo fresco e luminoso di un fine settimana straordinario, una zingarata che fa bene al cuore.

Tutto in una lacrima, quella che scende copiosa sul mio viso mentre andiamo verso casa ...






Valdichiana (uscita A1) il teatro dell’appuntamento per questa nuova puntata di passione.

Tutti puntuali per il programma pomeridiano che ricalca le tue  strade Giorgio ed allora, dopo i classici saluti, via sulle colline di Lucignano e Monte San Savino proseguendo sul crinale del rilievo che conduce alla Locanda del Grillo; bosco, olivi, curve e tornanti in una alternanza da urlo; ed ancora l’ondulata campagna intorno a Castelnuovo Berarderga in direzione Taverne d’Arbia; siamo già alle porte delle Crete.

Il paradiso della natura abita qui ed il verde, in grande ascesa nei colori primaverili, sinonimo di speranza, conduce il pensiero verso la certezza di farti cosa gradita Giorgio: siamo tutti qua per te, per onorarti.

Alla piazzola ove è posta la stele a ricordo di Artemio Franchi una sosta. 

I colori sono leggermente spenti da un cielo non proprio limpido; Giorgio ha convocato tutti i suoi nuovi amici allo spettacolo che la nostra gentile e pacata andatura esibisce … percorriamo infatti la strada della vita, quella che oggi ci ha portato quì.

Asciano, Trequanda, Montisi, Castelmuzio: la crema delle crete è il nostro tragitto per raggiungere altri amici, altre storie, altre sensazioni, altri sorrisi.

L’Hotel Rosati di Querce al Pino ci accoglie con amore e sarà così per tutte 2 le giornate; un trattamento disarmante per il calore che Giorgio e Caterina (titolari della struttura) dimostrano nei ns. confronti.

Io ho organizzato l’incontro, Marinella ne hanno condiviso degli aspetti è già dal lunedì che ho sensazioni e preoccupazioni, mai come in questo caso sento la necessità di fare a modo, fare che tutto vada bene, perché sia un ricordo indimenticabile, perchè è per Giorgio.


L’Eroica, le sue strade bianche e polverose, le sue sconnessioni, i suoi panorami unici è la cornice per il Tributo a Giorgio; è l’incompiuta: come altre volte ho raccontato l’Eroica sarebbe stato il percorso di inizio anno 2011, quello che avrebbe rappresentato un appuntamento di Turismo in Moto … il ns. appuntamento era già fissato per metà Gennaio, avremmo iniziato a prendere i tempi, studiare le soste, i ristori, le fermate.

Tratta sterrata Asciano-Monte Sante Marie

Percorriamo il tracciato ognuno con le proprie sensazioni ed i visi alle fermate non nascondono certo la felicità; tutto giusto, così Giorgio avrebbe voluto.

Volpaia dalla Paola del Bar Ucci la fermata pranzo e che pranzo !!!

Ribollita con i “cavoli suoi” !!!






Via scendiamo a sud ed allora Brolio,  il leccio, Pianella, Siena, Radi, il campo da golf e Montalcino: breve sosta ristoro prima di affrontare l’ultimo tratto sterrato.

Torrenieri la nostra entrata e la ns. uscita dal percorso dell’Eroica ed all’imbrunire sfiliamo a nord  silenziosi la Valdorcia per rientrare stanchi ma felici all’aperitivo in Hotel.

Tutti alla meritata doccia; per me anche lo scarico di adrenalina che ho covato tutta la settimana; tutto era andato bene, tutti rientrati, tutti felici: quale premio migliore se non la consapevolezza di leggere la soddisfazione sul viso dei partecipanti per quello che siamo riusciti a combinare; Giorgio ma ti rendi conto che “grandi” che siamo !!!


Regina è arrivata a casa; Marinella è già rientrata in auto, è arrivato il momento di alzare la visiera e di girare al contrario la chiave del quadro.


Tutto ancora in una lacrima, è quella del bene che ti voglio Giorgio.



Oscar e Giorgio per sempre grandi Amici




Paolo e Giovanna sulla "Preferita"

Maria (Cabris) dietro Luca


Marco e Federico



domenica 11 marzo 2012

Gradara, la Fortezza Signorile


Era già del tempo che avevamo in mente una visitina alla fortificazione di Gradara, teatro del  tragico amore fra Paolo e Francesca e successivamente  dimora della giovane sposa di Giovanni Sforza ovvero Lucrezia Borgia.




Strade poco battute ed appena passata la Gola del Furlo, tramite la vecchia strada che scorre a fianco della roccia scavata dal verde fiume Metauro, svoltiamo a Calmazzo in direzione Fossombrone.

Dopo aver scorso la bella cittadina iniziamo un saliscendi continuo per la campagna marchigiana: Montefelcino, Castelgagliardo, Montegaudio (dove profittiamo per una sosta caffè) ed ancora Montelabbate sino a sfilare alla ns. sinistra Tavullia, paese natale del Valentino nazionale.

Ed eccoci a Gradara dove, parcheggiata Regina, visitiamo la Rocca ed il camminamento su una parte della prima cinta muraria.


Bellissimo il Mastio, di cui si trovano tracce già negli scritti del XII secolo, al cui ingresso siamo richiamati dalla sala delle torture; passaggi stretti, mura imponenti, scale ripidissime ed ancora sopra, al piano nobile, sale dove sono evidenti i lavori di restauro e modifiche eseguite nel corso dei secoli sino ai primi del ‘900.


Un continuo mix fra l’originaria Rocca militare e la Casa signorile, adattata dai vari proprietari che si sono succeduti, che sbalordiscono il visitatore.


Il camminamento è spettacolare, si alza infatti sulle possenti mura che cingono un primo anello di difesa alla Rocca, all’interno è evidente la città vecchia con su in alto la Fortezza assolata che domina la valle.





Alle sue spalle un piccolo colle la separa dal mare: Gabicce Monte che raggiungiamo percorrendo una strada anch’essa secondaria, per un breve tratto è addirittura bianca.

Dalla cima si intravede la spiaggia di Gabicce ma la foschia non consente una vista nitida; scorgiamo pertanto la vicinissima Cattolica mentre immaginiamo Misano ed ancora  più  a nord Riccione.


Una breve passeggiata sul bagna-asciuga di Gabicce, dopo aver consumato un buon spuntino di mezzodì,  ci permette di respirare l’aria frizzantina che viene dal mare e di ammirare qualche gabbiano sulla riva.

E’ arrivato il momento di virare per casa sempre su strade particolari: Pirano, Saludecio, Mondaino, Girfalco e la più conosciuta Urbania nei cui giardini pubblici o meglio su una panchina ci regaliamo una breve sosta.

Riprendiamo la strada di casa via Piobbico, Pianello e Pietralunga dove la fortuna ci premia regalandoci la vista di 2 caprioli; si fermano a guardarci pochi attimi, sufficenti per una foto, per scappar via veloci nella boscaglia.


Il passo per casa è ormai breve e chiudiamo la giornata con Regina instancabile che gira sicura; e’ quasi un peccato girare la chiave e mettere a tacere il suo borbottio sobrio e gentile.



sabato 28 gennaio 2012

Ricordi ... per conoscerci meglio


Un girello per conoscerci meglio, un girello su strade intorno a casa, strade del passato che per brevi tratti erano percorse, anni addietro, come raccordo per le uscite con le moto da fuoristrada, quello vero.

Strade o meglio tratti di esse di quando ero giovane; sono ora con Regina diretto verso Gubbio ma all’altezza del bivio per Santa Cristina mi chiedo “Perché non tornare in quello spiazzo che usavamo per fermarci a gustare un panino oppure per accendere un fuoco ed attorno alla brace cuocere delle gustose salcicce”.

Eravamo in parecchi a servirci di quel pezzetto di campo con 3 grosse pietre; è posto a margine di una piccola radura di essenza di quercia; alle volte in inverno era pieno di cacciatori.

Noi sporchi di fango e/o polvere arrivavamo in ordine sparso; la fila indiana era imposta solo dallo stretto accesso al terreno; eravamo rumorosi e caciaroni; ci disponevamo a cerchio tutti intorno intenti a raccontare i passaggi, le difficoltà, le cadute, gli aneddoti, il ns. intender la moto.

Nessuno oggi sullo spiazzo, solo io e Regina la "prediletta".

Tutto è rimasto come allora, come mi ricordavo.

Un silenzio che mi fa cogliere ancora di più i bellissimi anni passati sulle moto e che mi fa ora pensare a quello che sarà il futuro con esse.


Qualche foto ed il pensiero che ricorda la mia gioventù.


Regina però mi riporta rapidamente al presente e non senza malinconia salgo garbatamente in sella per proseguire.

Ma i ricordi non sembrano volermi lasciare e senza neanche pensarlo mi ritrovo a Civitella Benazzone; è dove ho sposato Marinella.

Torno a casa felice, Regina mi ha permesso di isolarmi dentro me stesso con un ambiente intorno che non mi ero scordato ma che non consideravo più da troppo tempo.

Questo io cerco con te mia Regina









domenica 22 gennaio 2012

Alla scoperta del Rodaggio


Gita motociclistica di fine rodaggio per Amelia, alla ricerca di strade sconosciute nel bellissimo teatro della zona che abbraccia la Val d'Orcia e le Crete Senesi; non  entriamo nel cuore delle rispettive zone, ci teniamo invece sul confine sfuggendo di continuo al forte richiamo che esercitano; siamo “preziosi” quest’oggi e senza farci attrarre più di tanto continuiamo in questo "gioco".
Lasciamo la superba 478 “Sarteano-Radicofani” che introduce alla Val d'Orcia da Est all’altezza di un quadribivio, svoltiamo infatti a destra per Podere San Luigi lambendo a sinistra il piccolo paese di Contignano, percorriamo praticamente la valle a nord-est delle Cassia dove scorre un tratto del fiume Orcia sino a che riceve le acque dell’Ombrone.
Puntiamo su Pienza ma appena lasciata la S.P. 53 giriamo ancora  a destra verso Monticchiello.
Curiosi di scoprire altri passaggi scovati in cartina non aggiriamo il borgo a valle in direzione Chianciano ma saliamo a mezza costa; sfiliando i resti della rocca, che domina la modesta altura, tramite una stradina che prima scende e poi sale di rimpetto sulla collina posta di fronte.

La strada bianca è di quelle adatte a perdersi piacevolmente ma è solo una illusione, infatti scoviamo ben presto una piazzola di belvedere (loc. Villa Neno); è l’ideale, vista l’ora, per la sosta spuntino.
Un gregge di pecore più a valle, incurante del ns. passaggio, si abbevera in una pozza interrompendo all’unisono il pascolo, una in particolare sembra fuori dal coro, tarda e si abbevera più tardi in disparte.
Proseguiamo ovviamente e stavolta attraversiamo velocemente Pienza giungendo da Est (146); lasciato il centro urbano ricalchiamo un tratto di strada già conosciuto in una fantastica motogita con amici.
Scorrono in sequenza i borghi di Castelmuzio, Montisi e Trequanda con alla ns. sinistra ovvero ad Ovest le splendide terre delle Crete assolate in un primo pomeriggio dal cielo quasi terzo.
Il percorso "naturale" sarebbe ridiscendere a Sinalunga via Fratta ma continuiamo alla ricerca di strade “curiose”; con l’aiuto di un indigeno scoviamo un’altra stradina.
Catramata stavolta ma stretta, deserta; ci conduce proprio a picco su un piccolo borgo dominato, più a valle, da un grande palazzo signorile: Farnetella che attraversiamo all’interno fra due ali di caseggiati.
Ci ritroviamo ormai a valle e vicini al raccordo autostradale Siena-Bettolle, proprio dove inizialmente avevamo comunque deciso di ritrovare una strada sterrata che percorremmo guidati da Giorgio.
Ricordiamo solo che terminava a ridosso di un bar posto in altura.

Ecco le case di Rigomagno Stazione; i ricordi si fanno di colpo più nitidi, ma ora ?
Scorgiamo dopo i binari ferrati una persona anziana che non ci fa neanche finire la richiesta di indicazione che sicuro di sè esclama alla fine: “ ... in cima ad essa troverete di fronte il Bar del Cacciatore” alla pronuncia del nome le ultime perplessità svaniscono, ci siamo è proprio quello il nome del bar; lo conferma anche Marinella dall’interfono.
Mai indicazione è stata tanto precisa, la strada percorsa è proprio quella, è una strada bianca che collega Calcione dove proseguendo, per un tratto catramato, si sale sino a Casalino; riconosciamo subito il bar ed un caffè è il giusto premio che ci regaliamo.

I nostri pensieri ovviamente ci riconducono alla passata gita ...

E’ ora di tornare, sempre per strade secondarie; fedeli al percorso costruito sul navigatore la sera antecedente, transitiamo per Monte San Savino, Lucignano, Foiano della Chiana, Fratta Santa Caterina, Camucia, Pierle, Mercatale, Trecine, Castel Rigone, Mantignana.
Non entriamo però in città (Perugia), infatti all’altezza di Cenerente svoltiamo a sinistra e saliamo verso Migiana di Monte Tezio e da lì riscendiamo a Ponte Pattoli costeggiando un breve tratto del fiume Tevere (percorso quest'ultimo da ampliare e che mi son promesso proporlo ad amici per una gita futura).

Oscar e Marinella

Qualche scatto della giornata:






sabato 14 gennaio 2012

Regina a casa


Eccoci emozionati al ns. primo incontro "vero", è la nostra prima volta; inizia infatti oggi il ns. rapporto; sì cara Regina sei stata voluta con impeto, con passione, con fermezza, con gioia ma nel contempo anche con il dolore che ha solcato una piaga ormai non più rimarginabile.
  
Regina, sei entrata nella nostra vita ed hai da subito permeato la ns. pelle entrando nel cuore sino a profondità per noi sconosciute.

Ora Regina hai una nuova stalla, non è esclusiva come del resto non lo era la precedente; Amelia, la tua nuova compagna, ti aspettava ed anch’essa è fresca di qua; insieme scoprirete quello che ci circonda.

Regina sei tu la prescelta per "accompagnarci"; ti giuriamo fedeltà e non potrebbe essere altrimenti; porti a corredo strade già percorse, strade della vita, ricordi indelebili e sensazioni uniche che faranno del ns. rapporto una comunione ed una simbiosi con colui che hai già ben conosciuto.

Tutto di te parla di lui e questo per noi è il tuo corredo più prezioso e dal valore inestimabile.

Sei splendida Regina e sempre così ti manterremo, perché tu sei la nostra moto per sempre.




Regina, una Bmw R 100 GS Paris Dakar del '92, la moto di Giorgio (Alp_3225), è arrivata sabato pomeriggio 14 gennaio 2012 intorno alle 17:00; la ns. avventura inizia che la strumentazione riporta Km. 81946.

Giornata intensa, iniziata al giaciglio ove riposa Giorgio e terminata all’interno della ns. stalla transitando ovviamente per  l’Officina Peruzzi e per lo splendido borgo di Monteriggioni (SI).



Il tutto è avvenuto in compagnia degli amici più stretti.

Paolo, Oscar, REGINA ed Alberto Peruzzi
                                 

Ci siamo riuniti per consentire il passaggio vero di Regina, per presenziare al suo ritorno sulla strada, quella strada che sogna di mototurismo, lento, compassato ed alla continua ricerca del particolare da fissare, da memorizzare e da vivere.

Buona Strada Regina e ti preghiamo, vogliamo sognare !!!