San Leo (RN) - Maggio 2015
giovedì 21 settembre 2017
Alp_Tribute 2017
Ciao Giorgio,
il ns. Tributo non poteva mancare neanche quest'anno.
Cambia la stagionalità ma il ns. pensiero per te è sempre "acceso".
Oggi poi 21 Settembre ancor di più.
Stavolta è l'Amiata, su in cima la meta del giro in tuo onore.
Giorgio, ricordi, passammo una bellissima e serena giornata assieme.
... Una bellissima e serena giornata ...
Ciao Amico Unico
sabato 29 luglio 2017
My Alpen Raid 017
Una scorribanda sulle sterrate in alta quota dell'arco alpino sud-occidentale fra Liguria, Piemonte ed il Mercantour francese.
Un Raid di oltre 1.000 Km di lunghezza con un buon 40% Off-Road; precisamente sono 2.100 i Km. percorsi al lordo dei trasferimenti da/a casa mia.
Un Raid, al netto del viaggio da/per Perugia, lungo 4 giorni: tirati, polverosi ed assolati tranne una nuvola birichina al Jafferau che tuttavia non ne ha impedito la "conquista".
Un Raid unico tanto è stata perfetta la combinazione degli ingredienti utili all'ottima riuscita dello stesso.
Un Raid voluto, cercato, studiato, desiderato e sognato da tanto tempo perché innato è in me l'Off ed è inutile sfuggire al proprio istinto.
Un fantastico Raid ... solo per me.
Ringrazio i Sig.ri Paolo Usuelli e Patrizia Pelissero sia per la disponibilità relativa al supporto logistico, informativo ed organizzativo e sia perché persone che definire squisite è sicuramente riduttivo.
Il report non ha bisogno di molte parole tale è la bellezza delle immagini che seguono; immagini che ho avuto modo di godere nella piena serenità e, tantissime volte, nel silenzio della mia sola presenza; il tutto mi ha reso molto felice ed appagato come forse non mai.
Pochi gli incontri lungo le tracce navigate; marcatamente fedeli allo stato dei luoghi attraversati, che hanno presentato il Raid molto più "avventuroso" di quanto realmente non fosse.
Gardetta, Strada dei Cannoni, Colle Gilba, Colle del Prete e Pian del Re (Sorgenti del Po).
Vaccera, Laz arà, Assietta, Jafferau
Fotogallery - Day 3
Sommeiller, Col de l'Echelle, Pusterle, Risoul, Crevoux, Parpaillon e Col de Larche.
Fotogallery - Day 4
Limone-Monesi (Via del Sale), Redentore, Saccarello, Tanarello, La Brigue, Baisse d'Ourne, Baisse de Peyrefique e Col di Tenda (Forte Centrale).
Per la perfetta riuscita del Raid molto hanno influito le doti, anche dinamiche, della mia moto che si è rilevata fedele e sicura compagna di "avventura"; non poteva quindi mancare un tributo alla mia 2KF
Me and my 2KF (foto by Patrizia Pelissero)
| Foto by Patrizia Pelissero |
Video:
- Part. 1
- Part. 2
- Part. 3
- Part. 4
- Part. 5 - Me and my 2KF Tribute
| 2KF al Sommeiller |
| Paolo Usuelli ed io (scrutando il Balcone di Marta) |
L'appuntamento, se Dio vorrà, è per il prossimo anno quando cercheremo di organizzare e portare a termine un Raid ancora più emozionante ...
Oscar
sabato 8 luglio 2017
Notturna Sibillina 2017
Notte magica seguendo la luna che traccia il percorso verso i più profondi pensieri.
domenica 8 gennaio 2017
Sto pensando a ...
Non mi occorrono altre parole rispetto a quelle musicate che accompagnano le immagini:
Oscar
domenica 1 gennaio 2017
Il mio Capodanno 2017
Il mio Capodanno 2017 è stato un bel Capodanno semplicemente perché ho "coltivato" in tutti i sensi le mie maggiori passioni.
Tutto inizia con il pomeriggio di San Silvestro dove, fra uno scambio di auguri e un'altro via mail, via telefono, via sms, via whatsapp etc... nasce l'idea di un giro in moto in solitaria, ma che sia per davvero in solitaria.
Metto a frutto i preziosi consigli di Paolo Usuelli da Mondovì (CN); persona molto disponibile e gentile che mi sta letteralmente guidando all'uso dei GPS; scarico infatti una traccia di un percorso Off neanche molto vicino a casa e lo metto nel recente Etrex 20X che "Babbo Natale" mi ha recapitato sotto l'albero.
Non ho invero ancora deciso al sicuro se l'indomani farò il tutto ma tant'è.
La sera mi corico presto ed alle 22:30 son già nel mondo dei sogni; sento poco dopo qualche botto ma neanche tanti e rigirandomi capisco che è arrivato il 2017: benvenuto !
Il mattino per me arriva presto assieme ad un bello strato di brina ... una gelata epica con temperatura che attorno le 7:30 è ancora sui -5°C
Già ma il mio giro ? Ho passato la notte di San Silvestro come una comune notte feriale e poi per Capodanno niente moto ?
Aspetto un orario più consono perché la giornata è serena e senza nuvole e quindi il sole a breve farà il suo lavoro; difatti alle 10:00 sono alla pompa carburante che ho di fronte a casa per un bel pieno alla XT; trattandosi di una traccia Off è lei la predestinata.
Il trasferimento, anche se vestito di tutto punto per il freddo è consistente, il poco movimento sulla moto assieme alla scarsa protezione mi fa sentire il rigore della fredda temperatura anche se il sole "scalda" pur rimanendo molto basso all'orizzonte.
Dopo oltre mezz'ora abbondate di catrame arrivo vicino all'inizio della traccia, un paio di incroci sbagliati mi ricordano che devo seguire l'indicatore del GPS altrimenti che traccia seguo ?
E' la prima volta che "navigo" una traccia e lo schermo del GPS non è molto grande ma ha un bell'indicatore su in alto nel campo dati con a fianco la quota altimetrica.
La mappa invece , volutamente ingrandita, non mi aiuta a vedere attorno cosa ci sia ma è meglio così per vedere bene il triangolino che percorre la traccia stessa; insomma molto differente dal Navigatore stradale a cui sono abituato.
La strada bianca percorre un fondovalle con un torrente che nei suoi tratti più pianeggianti si presenta gelato ... dopo poco inizia un percorso sali scendi sulle colline, a volte alberate e con una quota massima di circa m 900 slm; davanti la strada presenta sottobosco, pietraie, terra battuta un mix di varie condizioni che sono una manna per il mio desiderio di "avventura".
In tutto il giro incontro solo 3 persone: una coppia di attempati con racchette da nordic walking ed un ragazzo che camminava.
Un paradiso il silenzio alle fermate per ammirare il panorama che a 360° presenta rilievi, macchia, boschi e strade bianche.
Son parecchi giorni che non piove e la polvere, anche se poca, inizia a farla da padrona, lo schermo del GPS risulta quasi illeggibile e sovente son costretto pulirlo con una passata veloce della mano sinistra: il guanto nero mano a mano diventa sempre più imbiancato così come il borsino serbatoio ed i pantaloni.
Gli stivali presentano invece piccoli e minuti schizzi di fango che una pozzanghera gelata, rotta al mio passaggio, ricorda la sua esistenza.
Nel mezzo del giro, un tratto di raccordo in forte pendenza fra due strade bianche, fa vedere i sorci verdi: il sentiero è solcato da due distinti binari profondi che altri passaggi e l'acqua ruscellante ha scavato.
Il tutto è quasi completamente ricoperto da sottile ma lungo falasco piegato sia dal vento che dal suo stesso peso e che ostruisce in un certo qual modo la vista.
Deciso entro nel solco più a monte del sentiero, scorro piano in discesa ma purtroppo la scelta non si rileva felice, il solco diventa sempre più profondo e devo uscirne fuori altrimenti mi incastro.
Profitto subito di un brevissimo tratto nel quale il solco risulta essere meno profondo e punto all'esterno, a valle, la ruota anteriore, la forcella affonda ma non più di tanto; piede a terra inclino la moto ed apro deciso contemporaneamente alzo di forza il manubrio a me per aiutare la ruota a salire lo scalino. Tutto bene al primo tentativo, un briciolo di esperienza aiuta molto in queste circostanze, ora c'è da far salire il posteriore, stessa manciata di gas ma stavolta scaricando più possibile le pedane, piede a terra e coscia sollevata dalla sella, anche in questo caso tutto va alla perfezione.
Proseguo ma il falasco è sempre fitto e anche qualche rovo sulla traiettoria impedisce una certa scorrevolezza; in piedi sulle pedane, sedere all'indietro e via deciso ancora giù dove dopo qualche centinaio di metri ho ragguagli di civiltà ovvero intravedo una striscia di color bianco sempre più intenso: la strada raccordata.
Il tracciato prosegue come in precedenza, è raccordato da brevi tratti di strada catramata; su un passaggio in pietraia in discesa con a fianco dolci calanchi interposti ad un bosco squilla il cellulare, è mia figlia che mi chiede dove ero.
"Mah !!!" dico "... mica lo so di preciso; ho lasciato il catrame poco dopo Montone e ora credo di essere sopra Città di Castello, ma dove di preciso proprio non saprei dirtelo."
La tranquillizzo, sa che sono solo e continuo la navigazione della traccia dopo essermi fatto dire che erano già la 12:30.
La traccia mi porta a Vallurbana e poi Cerbara di Città di Castello, sarebbe poi proseguita verso la Toscana ovvero Monterchi ma devo rientrare a pranzo; non prima di farmi una sterrata vicino casa che tante volte, da ragazzo, ho percorso a tutta birra !!!
Ma la giornata non mi aveva appagato appieno ed allora uno sguardo al terreno dietro casa, le piantine di fava son belle altine e forse è l'ora di ...
... è ora di arieggiare il terreno attorno per far si che le radici non siano costrette dal terreno ammassato; già che c'ero ha anche vangato la parte che a primavera sarà piantumata con ortaggi vari.
Buon 2017 a tutti
giovedì 17 novembre 2016
Senza una meta
Complice una influenza improvvisa che ha messo fuori causa un possibile compagno di motogita, mi ritrovo a girellare in moto da solo ed, a differenza di quanto programmato, a dover cambiare meta.
Quale sarà la miglior meta per dare un senso compiuto ad un improvviso girello in solitaria non pensato e neanche cercato ?
Nessuna è la miglior soluzione, affido infatti all'istinto ed alla decisione del momento la direzione da prendere agli incroci che incontro.
I miei pensieri, mentre conduco la moto, non contemplano mai il verso da prendere e neanche elaborano se è meglio transitare su una strada piuttosto che un'altra, anzi la sottile e voluta speranza è "continuare a perdersi".
Perdersi nella passione e nel godimento che le sensazioni dell'andare in moto trasmettono al mio animo; un animo bisognoso di ritrovare, dopo un po di tempo, il sapore del dondolare fra curve e tornanti e sentirsi catapultati in avanti sino all'impostazione della prossima curva.
Rialzo leggermente il busto, freno e muovo nel contempo il mio corpo all'interno della traiettoria, rilascio i freni ed imposto la traiettoria ... la curva scorre con la piega voluta che determina una danza continua: mi fa stare bene.
Ma dove sono arrivato, senza aver seguito una meta ?
Sono nel mio mondo del divertimento ed è molto bello oggi starci così bene.
Oscar
mercoledì 21 settembre 2016
21 Settembre, "Se il mio cuore ..."
Come i più attenti lettori sapranno questo spazio web è merito, nella sua fase creativa, di Giorgio; l'indimenticabile Giorgio.
La sua conoscenza avvenne in occasione di un giro motociclistico a corredo della "MotoAdunanza 2008" di Mototurismo e, dopo una breve presentazione nel centro storico di Volterra, a San Galgano (SI) iniziò l'effettiva frequentazione che, allora in maniera ancora inconsapevole, divenne la ns. "storia".
Una storia purtroppo breve ma intensa e corredata, sin da subito, da una grandissima empatia che ben presto divenne il Sentimento che può legare due uomini del tutto diversi fra loro ma forse fatti proprio per "incontrarsi": l'Amicizia.
Una storia purtroppo breve ma intensa e corredata, sin da subito, da una grandissima empatia che ben presto divenne il Sentimento che può legare due uomini del tutto diversi fra loro ma forse fatti proprio per "incontrarsi": l'Amicizia.
E proprio alla maestosità silente dell'Abbazia di San Galgano, che fece da cornice all'inizio di tutto, affido il mio pensiero a te caro ed Unico Amico, oggi 21 Settembre giorno che ricorda la tua nascita; perché "Se il mio cuore ..."
Oscar
N.B. Parte delle foto utilizzate per l'Abbazia di San Galgano provengono dal web
sabato 23 luglio 2016
Sibillini Night Off Road
La Luna che illumina la via e la notte diventa splendidamente "magica".
All'interno del casco mentre elabori dove mettere le ruote parte della mente corre nei più sentiti e profondi ricordi: l'isolamento dei pensieri personali.
Il tutto in un dipinto nel quale la cornice è la compagnia di altre persone che hanno la tua stessa passione.
Due in particolare, Gianluca e Silvano: una fortuna, per me, averli conosciuti.
sabato 9 luglio 2016
Friends Sibillini Off
Ed anche quest'anno è arrivata la giornata della ricognizione del giro notturno on-off sui Sibillini.
Un immenso piacere rivedere Gianluca e Silvano, artefici dell'iniziativa che tanto è entrata in simbiosi con i miei pensieri ...già proprio a me che son uno degli ultimi arrivati; chissà che da lassù ...
La compagnia si è arricchita dalla presenza di altri Friends dell'Off sui Sibillini e la giornata è stata fantastica.
Non mi dilungo a parlare del percorso che, tranne un paio di ulteriori brevi deviazioni, ricalca il tragitto dello scorso anno. A tal proposito qui trovate un report con descrizione dettagliata.
Come dicevo una giornata fantastica perché vissuta nel contesto dello star bene assieme, del rispetto, dell'allegria ed anche del ricordo velato di un paio di persone che ...
... che meritano il ns. "dolore"
... che meritano il ns. "dolore"
A presto con il report sulla notturna, Oscar
giovedì 7 luglio 2016
Fiori
Fiori dalla piana di Castelluccio che ogni anno regalano un tripudio di colori tale da trasformare l'estesa pianura in una immensa tavolozza da pittore.
Il rosso dei papaveri e l'azzurro dei fiordalisi padroneggiano la scena dopo la gialla fioritura della lenticchia; questa solitamente l'alternanza dei colori principali che raggiunge il culmine in questi giorni.
Che spettacolo, ogni parola è superflua di fronte alle immagini:
domenica 19 giugno 2016
Notte Sibillina
Notte sibillina trascorsa in moto e scandita dal sapiente e sicuro ritmo che l'amico Romualdo ha cadenzato per la soddisfazione dei partecipanti
Notte sibillina quasi tutta racchiusa all'interno del mio vecchio casco; la dove i ricordi, di questi anni di "zingarate" in moto, sono riemersi tramite immagini che la mente ha rielaborato
Notte sibillina di passioni del mio presente: la famiglia, gli amici, i sentimenti che riserbo per le persone che stanno lassù nel Regno dei Cieli; la dove anche io un giorno ...
Nel contempo che i miei pensieri elaborino ancora la trama della fantastica nottata, la Piana si anima: un nuovo giorno sarà ...
... ed allora il pensiero vira: Io, la vita ... ora
sabato 11 giugno 2016
Immagini d'Abruzzo
Oggi mi sono ritagliato una giornata in Abruzzo in compagnia dell'amico Romualdo; assieme infatti abbiamo studiato un itinerario che potesse colmare parte dei "vuoti" delle rispettive conoscenze mototuristiche dell'Abruzzo.
La partenza, visto anche il lungo itinerario, non poteva che avvenire al mattino presto ed alle 6:20 sono già a Foligno alla stazione di servizio carburanti luogo dell'appuntamento.
Romualdo ha appena finito di riempire il serbatoio della sua ADV; un saluto, una sguardo d'intesa e via in direzione sud.
Spoleto, Terni, Rieti e la SR 578 "Cicolana" la via scelta per arrivare in Abruzzo.
Lasciamo la "Cicolana" a Fiamignano dove, al bar del paese, ci fermiamo per una colazione.
Percorriamo la strada che porta all'Altopiano del Rascino, è questa infatti una prima meta "mancante"; saliamo sino al termine della strada catramata, praticamente in cima all'altopiano.
Il ns. itinerario in origine non prevedeva di salire sino in cima ma di seguire, come poi abbiamo fatto tornando indietro, la bellissima strada per Tornimparte.
Il nastro asfaltato taglia costoni rocciosi e dopo aver superato il territorio reatino ricco di pascoli in quota, piomba dall'alto in Abruzzo che a sua volta si presenta con la superba catena montuosa del Sirente Velino tagliata in basso dalla ben visibile Autostrada A24.
Molti i centri abitati giù in basso: Paolombaia, Forcelle, Pie la Costa, Lucoli.
Il ns. tragitto però prevede di andare ancora più a sud, infatti è intenzione entrare sull'Altopiano delle Rocche da Campo Felice: proseguiamo quindi, dopo aver oltrepassato l'Autostrada A24 nei pressi del casello Tornimparte lungo SS696 che sale in quota sino al valico La Chiesola che con i suoi 1633 m slm ci consente di entrare sull'altopiano di Campo Felice.
In fondo al piano, in corrispondenza agli impilanti di sci, una nuova galleria penetra nella catena montuosa del Sirente Velino e consente di raggiungere Rocca di Cambio in pochissimi Km.
| Foto by Romualdo |
Ma il ns. obiettivo principale è Raiano o meglio le Gole di San Venanzio con l'omonimo Eremo.
Lasciamo l'altopiano delle Rocche poco dopo l'abitato di Rocca di Mezzo svoltando a sinistra in direzione Secinaro, di diritto uno dei più bei borghi visti.
| Foto by Romualdo |
Avvistiamo anche il famoso laghetto che recenti studi confermano la sua "curiosa" formazione: caduta di un meteorite
Raggiungiamo dopo aver percorso le Gole il paese di Raiano e dal centro scendiamo, seguendo il costone roccioso del monte che degrada verso il piano l'Eremo di San Venanzio.
Una visita guidata da una gentile ragazza ci erudisce circa il martire Venanzio da Camerino.
| Foto by Romualdo |
Visitiamo anche il sentiero parallelo lungo il torrente sottostante la costruzione ovvero l'Aterno ma la fitta vegetazione non consente di ammirare appieno il loggione attaccato tra le due pareti rocciose delle Gole.
Terminata la visita puntiamo verso Popoli e da li verso Navelli dove una bellissima strada curvosa ci riporta in quota, proseguiamo sino a San Pio delle Camere da dove attacchiamo la salita verso Campo Imperatore.
| Foto by Romualdo |
Calascio, Castel del Monte e l'immancabile Ristoro Mucciante con i tipici arrosticini fumanti oggetto di un pasto gustoso arricchito da formaggio pecorino.
| Foto by Romualdo |
Il rientro è il classico tragitto per rientrare in Umbria ma ancora un paio di perle a me sconosciute mi vengono offerte dall'Amico Romualdo:
Chiesetta di San Pietro della Ienca dove, a volte, Papa Vojtyla ovvero Giovanni Paolo II veniva a ritirarsi in preghiera
Campotosto o meglio il lago visto dall'alto tramite la SP 2 Mascioni-Poggio Cancelli, una chicca davvero.
Ed ancora Amatrice, Arquata del Tronto e Castelluccio di Norcia, con sosta su quest'ultimo, le altre mete toccate.
Alla fine dopo 582 Km. di puro divertimento arrivo a casa non prima di aver beccato l'ennesimo acquazzone di questa primavera capricciosa; ma va bene così se questo era il prezzo da pagare.
Oscar
| Foto by Romualdo |
sabato 28 maggio 2016
La Sabina dei laghi ed il Sirente Velino
La Sabina dei laghi artificiali del Turano e del Salto ed il vicino parco del Sirente Velino in territorio aquilano hanno costituito il teatro di questa breve gita in moto che ci siamo ritagliati per fine maggio.
L'inizio prende corpo a Piediluco con l'omonimo lago, sede di importanti gare di canottaggio, e prosegue con una visita al vicino ed incantevole borgo di Labro.
Proseguiamo a sud per entrare nella regione dei laghi reatini con il Turano che ci accoglie in una tarda mattinata assolata e finalmente calda.
Castel di Tora ci attira per una visita accurata del centro storico posto in alto a picco sul lago.
Dopo una veloce puntata ad Ascrea continuiamo ancora più a Sud/Est in direzione lago del Salto, non prima però di aver fatto una breve visita a Collato Sabino il cui castello domina, con le sue possenti mura, il borgo.
Fiumata è la cittadina sulle rive del Salto che ci appare per prima ma la scena è tutta per Rocca Vittiana, un manipolo di abitazioni aggrappate alla roccia che sia facciano sul lago con un gran bel panorama.
La visita continua, attraversando una regione montuosa con borghi sui rilievi più alti, in direzione Cenciara, località di ubicazione del BB l'Antico Ulivo, individuato per questa 2 giorni; scelta che si rileverà particolarmente azzeccata tanto è stata l'ospitalità e lo stare bene che i proprietari Davide e Tiziana ci hanno regalato.
La giornata seguente è destinata ad una visita a vari siti interni al Parco del Sirente Velino, raggiunto tramite l'altopiano del Rascino, bellissima ed aspra area rupestre che immette da Ovest tramite il territorio di Torninparte sulla conca Aquilana.
La ns. prima destinazione è il sito archeologico di Peltuinum ubicato poco più a sud di Barisciano.
Visitiamo le rovine della città italica riconducibile ai Vestini che i romani ricostruirono a cavallo del I secolo a.C.
Risaliti in sella abbiamo poca strada da percorrere per raggiungere Stiffe le cui omonime grotte sono oggetto di una accurata e pregevole visita guidata.
Successivamente percorriamo un bel tratto di strada a giro per il territorio del Parco toccando vari borghi, il più bello a nostro avviso è Secinaro.
Valico della Forcella ci consente di entrare nell'altopiano delle Rocche, quella di Mezzo è teatro di una sosta che, assieme ad un buon gelato, ci rinfresca del caldo che proprio oggi sembra non volere concedere limiti.
La giornata si conclude con la visita ai resti della città di epoca romana di Alba Fucens il cui anfiteatro è semplicemente favoloso.
Prima di rientrate nel bellissimo BB l'Antico Ulivo facciamo una visita al vicino e piccolissimo borgo di Cenciara, vero e proprio terrazzo su di un angolo della piana reatina.
La vacanza volge al termine e rientriamo in Umbria tramite la Provinciale 473 Civita-Maltignano per raggiungere Cascia, meta di ringraziamento e preghiera a Santa Rita.
Oscar e Marinella
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